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Interrogazione parlamentare in riferimento all'esportazione di armi italiane verso Paesi impegnati nella guerra in Yemen

 

Interrogazione parlamentare di Liberi e Uguali, primi firmatari Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto, al Presidente del Consiglio e ai ministri degli Esteri e della Difesa, in riferimento all'esportazione di armi italiane verso Paesi coinvolti nel conflitto in Yemen. 

“In Yemen è in corso una guerra civile, con drammatici costi in vite umane, a cui prendono parte anche forze militari di una coalizione guidata dall’Arabia Saudita, iniziativa che non ha mai ricevuto un avallo formale o un preciso mandato dell’Onu.
Dall’Italia nel corso di questi anni sono partiti vari carichi di bombe, armamenti e strutture militari verso l’Arabia Saudita, con evidente tappa finale il teatro bellico dello Yemen. Siamo di fronte alla palese violazione della legge 185/90 sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento”

“Nei giorni scorsi varie associazioni pacifiste italiane ed europee, tra cui Rete Disarmo, hanno presentato un’esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell’Uama, Unità per le Autorizzazioni dei materiali d’armamento, in quanto il governo italiano pur sapendo dell’esportazione di tali armamenti non è intervenuto per bloccare tali spedizioni che violano la legge 185/90. Nella denuncia si ipotizza per il governo italiano il reato di abuso d’ufficio in violazione alla legge 185/90, alla normativa europea e al Trattato sul commercio delle armi firmato dall’Italia nel 2013.”

I parlamentari di Leu vogliono sapere dal governo quali provvedimenti abbia assunto o abbia intenzione di assumere nei confronti dei dirigenti dell’Uama, a partire dalla sostituzione dell’attuale vertice e del personale al centro dell’esposto presentato alla magistratura.

E – concludono Fratoianni e Palazzotto – se il governo italiano non ritiene necessario intervenire urgentemente per bloccare ulteriori spedizioni di armamenti e materiale bellico verso l’Arabia Saudita e poi utilizzati in Yemen, a partire dalle produzioni dello stabilimento della Rwm Italia SpA operante in Sardegna, società sussidiaria del gruppo tedesco Rheinmetall Defence, che produce bombe d’aereo e da penetrazione.

 

Il Testo dell' interrogazione:

Al presidente del consiglio dei ministri, al ministro della Difesa, al ministro degli Esteri
Per sapere, premesso che

dal marzo 2015 in Yemen è in corso una guerra civile, a cui prendono parte anche forze militari di una coalizione guidata dall’Arabia Saudita e composta anche da Bahrain, Kuwait, Qatar ed Egitto contro le forze ribelli Houtni;
tale guerra, iniziata in seguito all’operazione lanciata dall’Arabia Saudita, non ha mai ricevuto un avallo formale o un preciso mandato dell’Onu;
in conseguenza di tali eventi bellici alcune decine di milioni di persone necessitano di aiuti umanitari di ogni genere. Ogni giorno che passa il rischio di una catastrofe umanitaria aumenta sempre più;
le azioni belliche stanno causando drammatiche conseguenze nei confronti della popolazione civile, con morti, feriti, mutilati.
In Italia, in provincia di Cagliari a Domusnovas, è operante uno stabilimento della Rwm Italia SpA, società sussidiaria del gruppo tedesco Rheinmetall Defence, che produce bombe d’aereo e da penetrazione, caricamento di munizioni e spolette, sviluppo e produzione di teste in guerra per missili, siluri, mine. Da vari porti ed aeroporti italiani nei mesi scorsi sono partiti carichi di tale materiale verso l’Arabia Saudita, con evidente tappa finale il teatro bellico dello Yemen;
Siamo di fronte alla palese violazione della legge 185/90 sul controllo dell’esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento;
nella scorsa legislatura, a fronte di numerose interrogazioni presentate, il governo o non ha risposto nella maggior parte dei casi oppure ha fornito risposte evasive ;
nei giorni scorsi varie associazioni pacifiste italiane ed europee , tra cui Rete Disarmo, hanno presentato un’esposto alla Procura della Repubblica di Roma nei confronti dell’Uama, Unità per le Autorizzazioni dei materiali d’armamento, in quanto il governo italiano pur sapendo dell’esportazione di tali armamenti non è intervenuto per bloccare tali spedizioni che violano la legge 185/90. Nella denuncia si ipotizza per il governo italiano il reato di abuso d’ufficio in violazione alla legge 185/90, alla normativa europea e al Trattato sul commercio delle armi firmato dall’Italia nel 2013;

se non ritenga necessario intervenire urgentemente per bloccare ulteriori spedizioni di armamenti e materiale bellico verso l’Arabia Saudita e poi utilizzati in Yemen;
quali provvedimenti abbia assunto o abbia intenzione di assumere nei confronti dei dirigenti dell’Uama, a partire dalla sostituzione dell’attuale vertice e del personale al centro dell’esposto presentato alla magistratura.

 

 
 
 
 
 
 
 

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