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I conflitti per l’acqua: Le aree e i caratteri più significativi dei conflitti per l’acqua nelle Americhe

La quantità e la qualità dell’acqua a disposizione, oltre che la possibilità di accesso al suo utilizzo, nonché il suo valore crescente come risorsa strategica sono motivo inevitabile e generalizzato di tensione.

Nel continente americano risultano particolarmente evidenti le diverse nature e la molteplicità delle cause dei conflitti per l’acqua. La presenza di bacini transfrontalieri provoca competizione tra Paesi che condividono una stessa fonte idrica per la gestione comune degli approvvigionamenti o un confine fluviale. All’interno degli Stati, in particolar modo in America latina, è diffusa la contrapposizione di gran parte delle comunità, con idee diverse sulla gestione dell’acqua, alle scelte politiche economiche e sociali dei governi.

La gestione governativa di questa risorsa è stata favorita dagli enormi prestiti che la Banca mondiale ha stanziato per i progetti idrici e il mezzo, generalmente usato per trasferire il controllo dalle comunità ai governi centrali e per colonizzare fiumi e popolazioni, è stato quello delle dighe. L’acqua è diventata, inoltre, un grosso affare per le multinazionali, che vedono un mercato sconfinato nella sua crescente penuria e domanda. Si assiste a una ”petrolizzazione” dell’acqua con la sua riduzione ad una pura e semplice merce assoggettata alla “libera” regolamentazione del mercato. 

Se continuerà l’attuale tendenza di globalizzazione e concentrazione in questo settore, nel 2015 meno di 20 grandi operatori potranno controllare il 50% della partecipazione privata nel mercato mondiale dell'acqua. Le gravi ripercussioni sociali dei programmi di privatizzazione dell’acqua scatenano una diffusa e attiva opposizione popolare, mentre l’inarrestabile moltiplicarsi dei progetti di dighe e altre grandi opere idriche originano malcontento per i loro deleteri impatti ambientali e sociali sulle popolazioni evacuate dalle aree coinvolte.

L’analisi di alcuni scenari evidenzia la necessità di regole mondiali capaci di vigilare efficacemente sulla gestione dell’acqua e sulla sua qualifica di bene primario comune.

E’ quanto emerge dalla ricerca di Anna Tatananni, pubblicata nel nuovo numero del periodico Sistema Informativo a Schede (SIS).

Leggi il periodico>>>

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

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