FacebookTwitter
AVVISI: Benvenuto nel sito dell'IRIAD ~ Seguici anche sui nostri profili social

Armi e conflitti in Africa. Mali: L’intervento francese e i piani di stabilizzazione

A distanza di un anno dall’occupazione militare delle regioni di Timbuktu, Gao e Kidal da parte dei separatisti Tuareg e dei loro alleati integralisti islamici del Movement pour l’Unicité et la Jihad en Afrique de l’Ouest (MUJAO) e Ansar Dine, l’intervento militare francese ha permesso la liberazione di gran parte dei territori sottratti al controllo di Bamako. Le forze armate francesi hanno non solo impedito alle milizie ribelli di avanzare verso la capitale, ma le hanno costrette a ritirarsi da molte delle loro roccaforti, in diversi casi senza incontrare alcuna resistenza armata.

Nonostante l’esito delle operazioni militari francesi, la minaccia dell’integralismo e delle forze jihadiste che operano per destabilizzare il paese e la regione del Sahel non può dirsi superata, anzi l’iniziativa di Parigi può definirsi solo un’azione preliminare volta ad innescare una serie di meccanismi regionali ed internazionali. La Francia ha senza dubbio giocato un ruolo decisivo nel rompere gli indugi che hanno caratterizzato l’atteggiamento della comunità internazionale negli ultimi mesi, ma in questo delicato scenario Parigi non ha intenzione di proseguire il conflitto da sola e ha chiamato in causa i propri partner invocando la costituzione di una forza di peace-keeping regionale con l’obiettivo di garantire la sicurezza nelle aree di crisi in Mali in vista della stabilizzazione di lungo periodo.

In più di un anno di caos politico e di inerzia dei principali attori internazionali, le forze integraliste hanno imposto la legge islamica (la Sharia) nei territori occupati. Mentre le Nazioni Unite si interrogavano sulla fattibilità di un intervento in Mali, i ribelli pianificavano la loro avanzata verso Bamako e questo avrebbe potuto, in prospettiva, favorire la nascita di un vero e proprio stato islamico in prossimità di paesi già martoriati dagli sconvolgimenti politici e sociali della c.d. primavera araba, con gravi ripercussioni non solo sulla sicurezza regionale, ma anche per quella di molti paesi occidentali.

Intanto, il conflitto nel paese ha avuto l’effetto di acuire molti dei problemi che da anni affliggono il Mali. La militarizzazione di molte regioni e l’occupazione da parte di soggetti a vario titolo legati ad Al-Qaeda ha non solo favorito l’aumento dei traffici illegali, in primis armi leggere e droga, ma anche contribuito al peggioramento della situazione umanitaria e alla commissione di gravi violazioni dei diritti umani. La Corte Penale Internazionale (CPI), infatti, ha annunciato l’intenzione di aprire un’inchiesta sui crimini di guerra commessi nell’ultimo anno in Mali, ivi compreso l’arruolamento dei minori.

 

Leggi il periodico>>>

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

APPUNTAMENTI

Agosto 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31

VETRINETTA

Area riservata



Link utili                                       

Ministero degli Affari Esteri
Ministero della Difesa
Sicurezza della Repubblica
Nazioni Unite
NATO

Instagram

Utilizziamo cookie e tecnologie analoghe, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Se chiudi questo banner o prosegui la navigazione, senza negare il consenso, approvi l’uso dei cookie.