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Guatemala

Il Guatemala è uno stato dell’America centrale, affacciato ad est sul Mar delle Antille e a sudovest sull’Oceano Pacifico. Il suo territorio è diviso in due zone da ampi rilievi montuosi di natura vulcanica, spesso soggetti a fenomeni sismici. 

La parte della costa pacifica è più densamente popolata per la presenza di molti corsi d’acqua, mentre la parte settentrionale è composta prevalentemente da montagne e terreni adatti al pascolo. 

Fin dai tempi della conquista spagnola, nel XVI secolo, le condizioni di vita degli indios maya (attualmente più della metà della popolazione) furono difficili e non migliorarono quando il Guatemala ottenne l’indipendenza nel 1821. 

Per più di un secolo, fino allo scoppio della Seconda Guerra mondiale, il paese fu guidato da dittatori o giunte militari. Solo nel 1944 vi furono le prime elezioni democratiche. Con la presidenza di Juan Josè Arévalo, furono istituiti un sistema sanitario nazionale e un ufficio governativo interessato ai problemi degli indios. 

Il successore, Jacobo Arbenz, eletto nel 1951 con il sostegno di una coalizione di partiti di sinistra, proseguì sulla strada delle riforme economiche e sociali, garantendo alla popolazione diritti civili di cui non aveva mai goduto. 

Nel 1952 venne approvato un radicale progetto di riforma agraria che prevedeva l’esproprio delle terre non coltivate da latifondisti e multinazionali e che quindi ledeva gli interessi dei possidenti guatemaltechi e della potente compagnia statunitense United Fruits, detentrice del monopolio sulla produzione di banane del paese.

Nel 1954 un esercito mercenario finanziato dall’oligarchia guatemalteca e sostenuto dagli Stati Uniti rovesciò il governo democratico di Arbenz, mettendo così fine ai dieci anni della “primavera” del Guatemala. 

Pochi i progressi dal 1954 ad oggi dato che, secondo le Nazioni Unite, più del 30% della popolazione vive con meno di 2 dollari USA al giorno. Nel Paese persiste una forte ineguaglianza. Un numero spropositato di donne, indigeni ed  abitanti delle zone rurali vive con bassi introiti e limitato accesso alla salute e all’istruzione. 

 

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