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Interrogazione su ultimo invio di bombe in Arabia Saudita da parte dell'Italia

Sinistra Italiana - Sinistra Ecologia e Libertà ha da poco presentato un'interrogazione parlamentare a risposta in Commissione al Ministro degli Esteri e al Ministro della Difesa. GlOn. Duranti, Piras, Marcon e Palazzotto hanno chiesto informazioni sull'ennesimo invio da parte dello Stato italiano di bombe in Arabia Saudita, impegnata in feroci bombardamenti nel territorio yemenita senza alcun mandato ONU e in violazione dei diritti umani e del Diritto Internazionale Umanitario.

Di seguito il testo integrale. 


XVII LEGISLATURA    

Per sapere, premesso che: 

- da quanto si apprende da organi di stampa, il 16 gennaio u.s. un nuovo ed ulteriore carico di bombe – a bordo di un cargo "Boeing 747" della compagnia azera "Silk Way" - è partito dall'aeroporto di Cagliari Elmas con destinazione l'Arabia Saudita, nello specifico la base della Royal Saudi Air Force della città di Ta'if della provincia della Mecca;

- questa sarebbe la quinta spedizione che il Governo italiano autorizza negli ultimi mesi, dopo quella del 29 ottobre 2015 (da Cagliari Elmas); quella del 18 novembre (da Cagliari Elmas); quella del 22 novembre (oltre mille bombe caricate su di un cargo nel porto di Olbia, successivamente trasportato a Piombino con destinazione finale l'Arabia Saudita); quella del 14 dicembre 2015 (dal porto canale di Cagliari);

- suddette bombe sono prodotte dalla "RWM Italia" - azienda tedesca facente parte del gruppo "Rheinmetall" – con sede legale a Ghedi (BS) e stabilimento a Domunovas (Carbonia – Iglesias);

- il 26 marzo 2015, l'Arabia Saudita ha assunto la guida di una coalizione, cui fanno parte anche gli Emirati Arabi Uniti, Bahrain, Kuwait, Qatar ed Egitto, che è intervenuta con operazioni militari nel conflitto in corso in Yemen. Tale operazione non ha avuto avvallo e/o mandato ONU;

- ad oggi, ed in seguito a tali operazioni militari non autorizzate, le agenzie dell'ONU definiscono in oltre seimila le vittime del conflitto. Di queste oltre la metà ha colpito la popolazione civile e con oltre 700 bambini deceduti. Si riscontrano anche oltre 20000 feriti e milioni di sfollati;

- le stesse agenzie dell'ONU hanno ripetutamente denunciato "gli attacchi sproporzionati di zone densamente popolate" da parte della coalizione saudita. In tal senso si sono espressi duramente anche il segretario generale Ban Ki moon (condannando i bombardamenti su strutture sanitarie ed ospedali) e l'Alto rappresentante per i diritti umani, Zeid Ra'ad Al Hussein, che ha inviato al consiglio di sicurezza dell'ONU un rapporto che documenta "fondate accuse di violazione del diritto umanitario internazionale e dei diritti umani". Stesse denunce anche da Rete Italiana per il Disarmo ed Amnesty International;

- diversi atti di sindacato ispettivo sono stati diretti al Governo in questi mesi circa la questione sopra esposta, ottenendo risposte evasive sia dal Ministro Gentiloni (interrogazione a risposta immediata in Assemblea 3-01875) che dal sottosegretario Della Vedova (Interpellanza urgente 2/01188). Lo stesso Ministro Pinotti ha negato, anche a mezzo stampa (videoforum di Repubblica TV), la vendita di bombe da parte dell'Italia all'Arabia;

- ulteriori atti di sindacato ispettivo, presentati da colleghi del gruppo di Sinistra Italiana, attendono invece ancora risposta (Interrogazione a risposta scritta 4-11204; Interrogazione a risposta scritta 4-09775)

- con la legge n. 185 del 9 luglio 1990, successivamente modificata dalla legge n. 148 del 17 giugno 2003, si sono introdotte norme sul controllo della esportazione, importazione e transito dei materiali di armamento;

- nello specifico, si prevede il divieto di esportazione di armamenti verso: Paesi in stato di conflitto armato; Paesi la cui politica sia in contrasto con l'articolo 11 della Costituzione, Paesi sotto embargo totale o parziale delle forniture belliche da parte dell'ONU o dell'Unione europea; Paesi con accertate gravi violazioni delle Convenzioni sui diritti umani;

- se i Ministri interrogati non intendano informare dettagliatamente il parlamento circa gli invii di materiale bellico apparentemente in contrasto con quanto previsto dalla legge 185/90 ed in particolare se non intendano sospendere immediatamente tali forniture di armamenti.  

On. Duranti, Piras, Marcon, Palazzotto.

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

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