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Interrogazione e risposta su bambini soldato e armi in Somalia

  
Legislatura: XVII
Destinatari: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale; Ministero della Difesa.
Attuale delegato a rispondere: Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, delegato in data 29/01/2016.
Atto Camera dei Deputati: Interrogazione a risposta in commissione 5-07582.
Presentato da: DURANTI Donatella Venerdì 29 gennazio 2016, seduta n. 558.
Primo firmatario: Duranti Donatella; Co-firmatari: Piras Michele, Marcon Giulio, Palazzotto Erasmo, Scotto Arturo, Ricciatti Lara, Sannicandro Arcangelo, Costantino Celeste.
Data firma: 29/01/2016.

Al Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, al Ministro della difesa . — Per sapere – premesso che:  

l'Italia, con la missione «EUTM Somalia» è presente – con personale militare – sul territorio somalo. Scopo della missione è contribuire alla costituzione ed al rafforzamento delle Forze armate somale, mediante la formazione del personale delle stesse; 
allo stato attuale, suddetta missione è sotto il comando di un generale italiano ed ha già addestrato centinaia di soldati somali; 
in base a quanto si apprende dal rapporto del segretario generale ONU « Le sortes des enfant en temps de conflit armé», pubblicato nel 2015, le forze armate di Mogadiscio compaiono fra quelle che arruolano ed utilizzano i minori in combattimento, in contrasto con quanto previsto dal diritto internazionale. Nello specifico, il rapporto cita 197 casi di minori impiegati in tal senso. Inoltre, il rapporto cita 70 casi di violenze sessuali su ragazze che sarebbero state violentate dai soldati dell'esercito somalo e dalle milizie ad esso affiliate; 
secondo quanto si apprende dal «Rapporto 2014-2015 Amnesty International» il Governo di Mogadiscio sarebbe responsabile di gravi violazioni dei diritti umani. Si legge nello specifico che: «le forze governative e le milizie alleate hanno continuato a compiere uccisioni illegali, estorsioni, arresti arbitrari e stupri» –: 
se i Ministri interrogati siano a conoscenza di quanto esposto in premessa; 
quali iniziative intendano adottare affinché le armi commercializzate con la Somalia non finiscano nella disponibilità di cellule come il «movimento Al-Shabaab» affiliato ad al Qà ida; 
se non ritengano opportuno intraprendere un'iniziativa – nell'ambito delle politiche di cooperazione e sviluppo – volta direttamente al recupero ed al reinserimento degli ex bambini soldato. 

TESTO DELLA RISPOSTA

Il Governo italiano collabora attivamente con le Autorità di Governo somale per il rafforzamento delle proprie Forze Armate e di Polizia, attraverso un'azione svolta sia in ambito europeo che bilaterale ma sempre in stretto coordinamento con le Nazioni Unite e gli altri principali partner internazionali del Paese. Sia le attività di addestramento a favore dell'Esercito somalo (attraverso la missione EUTM) che quelle a sostegno della Polizia (per il tramite dei corsi realizzati dall'Arma dei Carabinieri) – è bene a sottolinearlo – non hanno mai coinvolto minori. 
L'obiettivo primario e più immediato, nel quadro di un nostro più ampio impegno a favore della stabilizzazione e dello sviluppo della Somalia, consiste nel sostenere gli sforzi delle Autorità somale per il contrasto ad Al-Shabaab, organizzazione affiliata ad Al Qaeda e principale gruppo terroristico operante nel Paese e nella regione. Negli ultimi mesi Al-Shabaab ha mostrato una preoccupante resilienza realizzando una lunga serie di sanguinosi attentati contro civili, rappresentanti delle Istituzioni e delle Forze di Sicurezza somale ed i contingenti di AMISOM, la missione di pace dell'Unione Africana nel Paese. Non è escluso che, con l'approssimarsi delle elezioni generali in Somalia, previste tra agosto e settembre prossimi, Al Shabaab possa intensificare ancora le proprie operazioni. 
In tale quadro riteniamo a maggior ragione necessario continuare a sostenere i processi di riforma delle Forze di Sicurezza somale, attraverso un approccio inclusivo delle varie componenti politiche e sociali del Paese ed in linea con le rilevanti disposizioni internazionali, con particolare riguardo ovviamente a quelle afferenti alla tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali. Tali principi sono sempre stati e continueranno a essere alla base dell'azione italiana in Somalia. Questa azione di sostegno è inoltre attuata in linea con le previsioni della legge 185/90 e nel rispetto dell'embargo dell'ONU sull'esportazione di armamenti inizialmente, imposto nel 1992 e rinnovato di recente con la risoluzione del Consiglio di Sicurezza n. 2244 del 2015. In questo contesto, le sole esportazioni verso il Paese ad essere state autorizzate dal Ministero degli esteri sono quelle debitamente notificate al competente Comitato Sanzioni ed esclusivamente finalizzate al rafforzamento delle Istituzioni somale. 
Sul fronte dei diritti umani, il nostro Paese ha preso parte attivamente al secondo ciclo della Revisione Periodica Universale (UPR) concernente la Somalia, ovvero l'esercizio di monitoraggio della situazione dei diritti umani cui tutti gli Stati membri dell'ONU si sottopongono ogni quattro anni. In tale contesto, all'inizio di quest'anno, l'Italia ha raccomandato alla Somalia l'adesione ai Protocolli opzionali alla Convenzione sui diritti del fanciullo (quindi anche il Protocollo Opzionale sui bambini nei conflitti armati) e il rafforzamento degli sforzi per prevenire e mettere fine al fenomeno dei bambini soldato. La Somalia ha preso nota di tale raccomandazione. 
Va detto che, in materia di diritti dei bambini, il Governo somalo sta cercando di dare il proprio contributo. Nel 2015 ha ratificato la Convenzione ONU sui diritti del fanciullo ed approvato gli impegni di Parigi per proteggere i bambini da assunzioni illegali o dal reclutamento da parte delle forze armate o da gruppi armati. In seno al Governo federale somalo, esiste inoltre un'Unità di Protezione dei Bambini presso l'Esercito Nazionale che cerca di prevenire il reclutamento di bambini attraverso un'attenta selezione dei candidati. La Somalia ha in atto un Programma Nazionale per il trattamento e la gestione di ex combattenti e gioventù a rischio e i Ministeri della difesa e della Sicurezza Nazionale hanno firmato procedure operative per il recupero di bambini soldato e la loro reintegrazione. 

Vorrei concludere menzionando l'impegno messo in campo dalla Cooperazione Italiana a favore della condizione dei giovani e dei minori, così come di altri gruppi in condizione di vulnerabilità. Ciò costituisce uno dei punti focali delle attività condotte a beneficio della popolazione della Somalia, nella consapevolezza che la creazione di alternative sociali e economiche per i giovani può evitare che questi ultimi vengano impiegati e sfruttati nei conflitti in corso. Tra le più rilevanti iniziative recenti rivolte, in particolare, ai giovani devono essere menzionate: 
il contributo di 1 milione di euro del 2014 all'UNICEF per il programma «go2chool», che ha permesso di offrire a circa 4.000 bambini e bambine nomadi del Puntland, un'istruzione primaria; 
il contributo di 1 milione di euro del 2015 all'OIM per la creazione di opportunità di sviluppo e di impiego in loco per i giovani, anche nella prospettiva di prevenire lo sfruttamento degli stessi nell'ambito dei fenomeni migratori illegali o in altre forme legate ai conflitti in corso; 
il contributo volontario, a fine 2015, per il sostegno alla Somali Development Reconstruction Facility (SDRF), indirizzato a specifici programmi del fondo fiduciario gestito dalle Nazioni Unite in Somalia, denominato «Multi Partners Trust Fund (MDTF)», per l'importo complessivo di 3.990.000 euro e articolato in tre iniziative maggiori che vertono tutte su attività di formazione utili ad offrire alternative economiche e sociali ai giovani e prevenire il loro sfruttamento in molteplici forme, incluso il coinvolgimento in attività militari e paramilitari.

A conferma del suo impegno la Cooperazione Italiana rimane attenta alla possibilità di ulteriori specifiche iniziative sul tema. 

 


Fonte: www.camera.it

*I testi e i file multimediali disponibili nella categoria "Osservatorio parlamentare" di questo sito sono tratti dai portali web istituzionali della Camera dei Deputati (www.camera.it) e del Senato della Repubblica (www.senato.it) dello Stato italiano e riportati fedelmente senza alcuna modifica. 

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

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