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Discussione parlamentare sulle iniziative militari in Libia

LEGISLATURA: XVII

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 576 di mercoledì 24 febbraio 2016 (pp. 122-124)

Intendimenti del Governo in merito al supporto logistico ad iniziative militari riguardanti il territorio libico – n. 3-02043

  PRESIDENTE. Il deputato Frusone ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3–02043 (Vedi All. A), concernete intendimenti del Governo in merito al supporto logistico ad iniziative militari riguardanti il territorio libico (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  LUCA FRUSONE. Grazie Presidente. Tutto comincia tra la notte del 19 il 20 febbraio, dove alcuni aerei americani partiti dall'Inghilterra hanno fatto un raid in Libia, un raid dove oltre gli obiettivi prefissati hanno perso la vita anche due membri della delegazione serba. Successivamente apprendiamo dal Wall Street Journal del 22 febbraio che il Governo italiano avrebbe concesso agli Stati Uniti l'uso della base di Sigonella per condurre operazioni armate di velivoli senza piloti sulla Libia. Quindi, ci ritroviamo in questo momento con un'autorizzazione concessa agli Stati Uniti, che hanno parlato anche solo di interventi difensivi a sostegno delle forze speciali, forze speciali che non dovevano essere lì comunque, quando in realtà l'Italia stessa, a suo tempo, aveva detto che un intervento in Libia sarebbe potuto accadere solamente con l'autorizzazione delle Nazioni Unite o della Libia stessa. Quindi, chiediamo se non sia necessario dissociarsi da questi interventi unilaterali degli Stati Uniti.

  PRESIDENTE. La Ministra della difesa, Roberta Pinotti, ha facoltà di rispondere.

  ROBERTA PINOTTIMinistra della difesa. L'operazione, come ha detto lo stesso onorevole interrogante, a cui si riferisce il question-time non ha interessato l'Italia, né logisticamente, né per il sorvolo del territorio nazionale. 
  Detto ciò, è significativo ripercorrere, per quanto riguarda la seconda domanda fatta, le scelte che il Governo ha fatto, e che ha sempre discusso con il Parlamento, per quello che riguarda la lotta all'Isis. Noi siamo dall'inizio convintamente parte della coalizione anti Isis, con altrettanta determinazione sosteniamo il punto di vista nazionale, che lei ha ricordato, che prevede come fondamentale il coinvolgimento diretto e attivo delle popolazioni e dei Governi locali nella lotta al terrorismo, cui dare il necessario supporto. Tale coinvolgimento è fondamentale per la riuscita positiva dell'azione e ne costituisce il catalizzatore per la sua efficacia. 
  È per questo che noi siamo presenti in Iraq e non ad esempio in altri scenari, perché lì operiamo, d'accordo con il Governo iracheno, e a supporto della battaglia che loro stanno conducendo contro il terrorismo. Lo stesso approccio vale anche per la Libia, dove l'Italia è parte attiva per una sua stabilizzazione che sia sostenibile e duratura, nel pieno rispetto del diritto internazionale e delle risoluzioni del Consiglio di sicurezza dell'ONU. L'Italia è la nazione che sta coordinando la formazione della Liam, quella forza di sicurezza e di stabilizzazione che consentirà alla Libia, nel momento in cui avrà un Governo – auspichiamo che presto il Parlamento possa dare fiducia a questo Governo libico – di ritenere di avere il necessario aiuto da parte della comunità internazionale. Insieme a questo siamo in stretto collegamento con gli alleati per quanto riguarda le iniziative antiterrorismo. A proposito, per quello che riguarda la base di Sigonella che, ripeto, non è stata interessata dall'operazione a cui lei ha fatto riferimento, questa è una base che come sapete è utilizzata dagli Stati Uniti fin dagli anni Cinquanta, c’è un trattato sottoscritto proprio in quegli anni. Più recentemente, a seguito di un episodio molto grave quando, ricordate, è stato ucciso a Bengasi l'ambasciatore americano in Libia, si è negoziato ed è stato richiesto, attraverso appunto il rapporto fra i Governi, il rafforzamento in loco della presenza di mezzi americani per soddisfare le legittime esigenze di protezione dei loro concittadini nell'area del Nord Africa, non solo della Libia, ma nell'area del Nord Africa, stante la situazione che sta vivendo quell'area. L'impiego di tali mezzi riguarda esclusivamente i profili difensivi di proprio personale, quando necessario, e ciò costituisce esemplificazione del diritto alla legittima difesa sancito dall'articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite. Nel pieno rispetto di tale principio, il loro utilizzo della base di Sigonella è di volta in volta discusso e autorizzato, in coerenza con le linee di politica estera e di difesa e con la strategia italiana che il Governo ha più volte esplicitato anche al Parlamento, quella che ho detto che stiamo utilizzando in Iraq e quella che continuiamo a voler utilizzare per quello che riguarda la Libia.

  PRESIDENTE. Il deputato Frusone ha facoltà di replicare.

  LUCA FRUSONE. Signor Presidente, ringrazio anche il Ministro. Quindi in poche parole noi, attraverso i bombardamenti che sono quelli che hanno portato alla situazione attuale la Libia e cioè i bombardamenti del 2011, pensiamo di aiutare diplomaticamente la costituzione di un nuovo Governo libico che attualmente si trova solamente con un Premier, che ha condannato l'intervento americano del 19 e 20 febbraio e nonostante questo, nonostante questa condanna, noi diamo anche un'autorizzazione agli Stati Uniti per continuare questi bombardamenti, questa volta addirittura anche con i droni. Quindi questa è la linea coerente – lo chiedo – dell'Italia sulla questione libica? A noi invece pare piuttosto incoerente tutto questo perché a questo punto, quando si è discussa la missione EUNAVFORMED, la terza fase ricordiamo che prevedeva appunto l'autorizzazione del Consiglio di sicurezza, la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU oppure il consenso dello Stato libico. Potevamo tranquillamente fregarcene di questa terza fase e dire immediatamente che dobbiamo intervenire in Libia, perché è quello che farà molto probabilmente l'Italia insieme all'Inghilterra, alla Francia e gli Stati Uniti, nel prossimo mese, perché tutto questo a noi pare semplicemente un preludio a un intervento militare in Libia e questo andrà a distruggere tutto quello che il Ministero degli esteri e il Ministero della difesa hanno detto qui in quest'Aula per un anno, dove si diceva che León, emissario dell'ONU, stava costruendo la pace in Libia e invece noi adesso andiamo a distruggere questo fragile, fragilissimo equilibrio diplomatico che si è creato dopo più di un anno. Quindi questo è quello che sta facendo l'Italia. Su queste autorizzazioni, mentre il Ministro si è dilungato abbastanza sulla missione statunitense partita dall'Inghilterra – effettivamente la ringrazio dell'informazione ma non ci tange – poco ha specificato sull'autorizzazione che secondo il Wall Street Journal...

  PRESIDENTE. Deve concludere, onorevole Frusone.

  LUCA FRUSONE. ..andava avanti una trattativa da più di nove mesi e il Parlamento su questo non è mai stato interessato (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

 

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