FacebookTwitter
AVVISI: Benvenuto nel sito dell'IRIAD ~ Seguici anche sui nostri profili social

Discussione parlamentare sulla vendita di armi e il rispetto dei diritti umani in Egitto

XVII LEGISLATURA 

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 576 di mercoledì 24 febbraio 2016 (pp. 131-133)

 

Iniziative di competenza volte a sospendere la vendita di armi destinate ad apparati di sicurezza egiziani e per il rispetto dei diritti umani e civili in Egitto – n. 3-02046

  PRESIDENTE. Il deputato Palazzotto ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3–02046(Vedi All. A), concernente iniziative di competenza volte a sospendere la vendita di armi destinate ad apparati di sicurezza egiziani e per il rispetto dei diritti umani e civili in Egitto (Vedi l'allegato A –Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  ERASMO PALAZZOTTO. Presidente, «pretendiamo la verità anche quando fa male: se qualcuno pensa che possiamo accontentarci di una verità di comodo, sappia che non c’è business che tenga»: con queste parole il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha aperto la direzione del Partito Democratico domenica scorsa. Ora noi chiediamo se alla luce anche della verità di comodo che oggi ci fornisce il Ministero dell'interno egiziano, derubricando la morte di Giulio ad una vendetta personale e facendo allusioni anche sulla sua vita privata, si tratti di una verità che per noi va bene e per il nostro Governo va bene; e se quindi siamo disponibili da oggi con coerenza a mettere in discussione i nostri business milionari, quali la fornitura di armi alle forze di sicurezza egiziane che sono probabilmente le stesse che hanno torturato Giulio Regeni, o le concessioni sui giacimenti di gas dell'ENI, pur di ottenere oggi una verità e la giustizia sulla morte di Giulio (Applausi dei deputati del gruppo sinistra Italiana – sinistra Ecologia Libertà).

  PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Paolo Gentiloni Silveri, ha facoltà di rispondere.

  PAOLO GENTILONI SILVERIMinistro degli affari esteri e della cooperazione internazionale. Presidente, ringrazio l'onorevole Palazzotto, anche per l'impegno suo personale e del suo gruppo su questa vicenda. In discussione naturalmente non è il ruolo dell'Egitto per la stabilità della regione, di una regione tormentata e al centro di quasi tutte le tensioni internazionali oggi, né è in discussione il nostro sostegno ad un Paese fortemente impegnato contro la minaccia terroristica: in discussione è appunto la fine atroce di un nostro connazionale, Giulio Regeni, torturato, barbaramente ucciso. E io voglio confermare a quest'Aula che su questa vicenda l'Italia semplicemente chiede ad un Paese alleato la verità e la punizione dei colpevoli. 
  Voglio essere chiaro ancora una volta: noi non ci accontenteremo di verità di comodo, tantomeno di piste improbabili come quelle che ho sentito evocare anche stamattina al Cairo. La cooperazione con il nostro team investigativo può e deve essere più efficace, nel senso che gli investigatori italiani non possono essere soltanto informati: devono avere accesso ai documenti sonori e filmati, ai reperti medici, agli atti del processo in possesso della procura di Giza, e proprio oggi il Governo trasmetterà richieste specifiche e dettagliate su questo attraverso gli opportuni canali diplomatici. Il passare del tempo non ci farà desistere ! Ripeto che pretendiamo e pretenderemo la verità; e credo che lo dobbiamo alla famiglia di Giulio Regeni, e più in generale penso che lo dobbiamo alla dignità del nostro Paese.

  PRESIDENTE. Il deputato Scotto, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  ARTURO SCOTTO. Grazie, Presidente, grazie, Ministro Gentiloni. Apprezziamo lo sforzo, ma non siamo soddisfatti. Nelle scorse settimane il nostro Presidente del Consiglio ha inaugurato una crociata in nome dell'orgoglio nazionale verso l'Unione europea e il resto del mondo; purtroppo mi pare assai difficile chiedere rispetto all'Europa se non siamo capaci di chiedere all'Egitto di fare sul serio, perché, Ministro, il tema non è la volontà del nostro Governo di pretendere verità su cui non abbiamo alcun dubbio, la questione che abbiamo posto invece è più precisa: di fronte a una dittatura militare come quella di al-Sisi, i diritti umani vengono prima del business e del commercio delle armi. Ci sono i dati dell'Osservatorio OPAL di Brescia che ci dicono che, nel 2014, abbiamo venduto 30.000 pistole all'Egitto e, nel 2015, 1.236 fucili a canne lisce. Se questo è vero, su di noi, sul nostro Paese e su questo Governo grava la responsabilità di pretendere la verità; fino a quando non l'avrete ottenuta avrete il fiato sul collo di un Paese che non accetta più la ragione di Stato. E domani Amnesty International ha immaginato di costruire una grande manifestazione fuori dall'ambasciata egiziana; noi ci saremo; sarebbe bello se ci fossero esponenti del Governo italiano a pretendere verità e giustizia.

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

APPUNTAMENTI

Novembre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
17:00
sala della protomoteca in Campidoglio, Roma, Italia
Data :  09 11 2017
11
12
13
14
15
10:00
Aula Magna ITET "Carducci-Galilei", Fermo, Fermo, Italia
Data :  15 11 2017
16
17
18
19
20
21
22
23
24
18:00
Scuderie estensi, Tivoli, 00019, Tivoli, Italia
Data :  24 11 2017
25
26
27
28
29
30

VETRINETTA

Area riservata



Link utili                                       

Ministero degli Affari Esteri
Ministero della Difesa
Sicurezza della Repubblica
Nazioni Unite
NATO

Instagram

Utilizziamo cookie e tecnologie analoghe, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Se chiudi questo banner o prosegui la navigazione, senza negare il consenso, approvi l’uso dei cookie.