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Discussione parlamentare sul contrasto allo Stato Islamico e la ripresa dei negoziati politici in Siria

XVII LEGISLATURA 

Dal Resoconto stenografico dell'Assemblea Seduta n. 576 di mercoledì 24 febbraio 2016 (pp. 142-146)

Iniziative per rafforzare l'azione internazionale di contrasto al sedicente Stato islamico e per la ripresa dei negoziati politici in Siria, anche alla luce dell'accordo proposto da Stati Uniti e Russia – n. 3-02050.

  PRESIDENTE. La deputata Lia Quartapelle Procopio ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3–02050 (Vedi All. A) concernente iniziative per rafforzare l'azione internazionale di contrasto al sedicente Stato islamico e per la ripresa dei negoziati politici in Siria, anche alla luce dell'accordo proposto da Stati Uniti e Russia (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata), per un minuto.

  LIA QUARTAPELLE PROCOPIO. Grazie, Presidente, colleghi. Un segnale di speranza: così è stato definito da Ban Ki-moon la proposta di accordo tra Russia e Stati Uniti per un cessate il fuoco in vigore da sabato sulla Siria. Sarebbe un segnale di speranza per un conflitto, quello siriano, che dura da sei anni, ha fatto mezzo milione di morti e 12 milioni di profughi. È un'iniziativa che segue l'incontro dello small groop sulla Siria di Roma, la Conferenza dei donatori di Londra, a cui noi abbiamo impegnato 400 milioni di euro, e una crescente pressione internazionale per trovare una soluzione ed affrontare il dramma siriano. 
   Anche alla luce del continuo impegno italiano, chiediamo a lei, Ministro, una valutazione sulla proposta di accordo di tregua, e quale contributo pensiamo di dare per rafforzare l'iniziativa.

  PRESIDENTE. Scusate, colleghi. Scusi, onorevole Procopio, bisognerebbe che i colleghi abbassassero la voce.

  LIA QUARTAPELLE PROCOPIO. Le chiediamo, appunto, qual è la valutazione sulla proposta di accordo di tregua e quale contributo pensiamo di dare per rafforzare l'iniziativa europea internazionale contro Daesh e per la pacificazione in Siria.

  PRESIDENTE. Il Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, Gentiloni, ha facoltà di rispondere.

  PAOLO GENTILONI SILVERIMinistro degli affari esteri e della cooperazione internazionale
  Ringrazio l'onorevole Quartapelle. Certamente, la proposta di Russia e Stati Uniti è un passo – come lei diceva, onorevole – che apre una speranza, un passo che viene compiuto da Stati Uniti e Russia – non è che siamo tornati alle due superpotenze – nella qualità di copresidenti di questo gruppo di sostegno alla Siria, che è un gruppo di diciotto Paesi di cui l'Italia fa parte e che ha ottenuto, in una lunghissima riunione di otto ore a Monaco, in Germania, qualche giorno fa, un'intesa su due punti. Il primo è quello finalmente di dare spazio all'accesso umanitario alle zone sotto assedio in quel Paese: su questo punto qualche risultato è stato raggiunto, ma purtroppo a singhiozzo, nel senso che qualche giorno vede l'autorizzazione ai convogli umanitari, altri giorni il regime nega questa autorizzazione, al punto che adesso, nei prossimi giorni, si procederà con Air Drops, con lanci aerei organizzati dal PAM, dal Programma alimentare mondiale, anche con il concorso della cooperazione italiana, per arrivare ad alcune zone assediate dove non si riesce ad aprire corridoi umanitari. In secondo luogo, la proposta di far scattare, alla mezzanotte del 26 febbraio, la cessazione delle ostilità. 
   È una proposta importante. Il lavoro che stiamo facendo in questi giorni è quello di evitare che le varie parti mettano davanti a questa proposta diverse precondizioni.

  Va bene il cessate il fuoco, ma non può essere praticato verso quel gruppo «x», deve escludere il gruppo «y», in quella zona del Paese non si può attuare: se si comincia con le precondizioni, il rischio è che questa intesa importantissima per dare speranza alla Siria non riesca ad andare avanti. Io credo che il contributo che in questo momento i due gruppi di lavoro, a cui l'Italia partecipa (la task force umanitaria e quella sul cessate il fuoco, che si riuniscono incessantemente a Ginevra), sia la carta fondamentale. Se alla mezzanotte del 26 febbraio avremo almeno l'inizio di questo cessate il fuoco, credo che si aprirà un processo che potrebbe far riconvocare a Staffan De Mistura, ai primi di marzo, i colloqui tra le diverse parti per avviare l'altra parte della soluzione del problema e cioè il processo di transizione, che porti all'uscita di scena di Bashar al-Assad e alla pace. Strada stretta, ma effettivamente strada finalmente aperta alla speranza.

  PRESIDENTE. La deputata Laura Garavini, cofirmataria dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  LAURA GARAVINI. Grazie, Presidente. Condividiamo e apprezziamo le considerazioni espresse dal Ministro Gentiloni nel suo intervento. Il fatto che Stati Uniti e Russia siano riusciti a ricucire il dialogo e a stilare un accordo, con cui si è pattuito l'inizio del cessate il fuoco in Siria, a partire dalla mezzanotte di sabato prossimo, è motivo di speranza per l'intera comunità internazionale. Certo, si tratta di un primo passo, ma un primo passo di rilievo che può servire a salvare centinaia di migliaia di vite umane, a ripristinare un minimo di vivibilità in terre dilaniate dalla guerra e ad evitare la ripresa di massicce ondate migratorie dalla Siria verso i Paesi limitrofi e anche verso l'Europa. È importante che l'Italia, il Governo italiano, siano in prima linea nel consolidare il fragilissimo processo di tregua in atto, è importante che l'Italia sia impegnata tra i primi 5, 6 Paesi al mondo nel contrasto al Daesh, così come pure è importante che l'Italia abbia potenziato anche l'ammontare di aiuti umanitari rispetto a quanto stanziato l'anno scorso, così come è fondamentale che l'Italia sia presente anche per la ripresa dei negoziati politici in Siria, proprio perché siamo convinti che sia, sì, importante un impegno militare contro il terrorismo internazionale, ma che sia necessaria anche una soluzione politica e diplomatica. 
  Ecco perché bisogna proseguire, Ministro Gentiloni, con grande tenacia, in questo sforzo diplomatico di cui l'Italia anche si sta rendendo artefice, proprio al fine di facilitare l'effettiva e duratura interruzione dei bombardamenti e di consentire il rifornimento di quegli umanitari, di cui lei stesso diceva; c’è il rischio che procedano ancora soltanto a singhiozzo, dove invece è necessario che avvengano in modo costante e duraturo, perché solo il consolidamento di un vero processo di pace può evitare conseguenze destabilizzanti, non soltanto per l'area, ma anche per la stessa Europa.

 

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