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Questione sospensiva sull'accordo di cooperazione militare italo-somalo

Legislatura: XVII

Camera dei Deputati - Seduta del: 5 aprile 2016

Questione sospensiva N. 1: sul disegno di legge in discussione alla Camera S. 1945 – Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo federale della Repubblica di Somalia in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 settembre 2013 (Approvato dal Senato). (Atto Camera n. 3459). 

Presentata a norma dell'articolo 40, comma 1, del Regolamento della Camera dei Deputati da: Frusone, Sibilia, Basilio, Manlio Di Stefano, Rizzo, Spadoni, Corda, Scagliusi, Tofalo, Di Battista, Paolo Bernini, Grande, Del Grosso.
 

TESTO DELLA QUESTIONE SOSPENSIVA

La Camera, 

premesso che: 

l'Accordo in questione, la cui ratifica è già stata approvata dal Senato il 26 novembre 2015, riguarda l'addestramento e la fornitura di armi all'esercito somalo, espressione militare di un Governo che è il prodotto di una travagliata fase di transizione ben lungi dall'essere conclusa. L'instabilità della regione e del governo oggi insediato a Mogadiscio non dà, sotto questo profilo, garanzie sufficienti che il flusso di armi verso l'esercito somalo non cada nelle «mani sbagliate» o che, pur rimanendo nelle «giuste mani», non diventi strumento di oppressione per il popolo somalo; tra i punti più rilevanti vanno evidenziati il supporto logistico e l'acquisizione di prodotti e servizi nel settore della difesa, l'organizzazione delle Forze militari, struttura e equipaggiamento delle unità militari e l'approvvigionamento di apparecchiature militari; 

contrariamente a quanto affermato nella relazione al provvedimento in esame, nella quale il Governo italiano non ravvisa alcuna violazione delle norme interne e internazionali che possa ostacolare la ratifica dell'Accordo, il 25 ottobre 2015 il Consiglio di sicurezza dell'ONU, ha esteso l'embargo sulle armi alla Somalia – cui partecipa anche l'Unione europea – fino al 15 novembre 2016; 

il Consiglio di Sicurezza dell'ONU ha anche espresso profonda preoccupazione per il deterioramento della situazione umanitaria in Somalia, condannando con la massima fermezza gli attacchi contro gli operatori umanitari in costante aumento, e per le continue notizie di corruzione, distrazione di risorse pubbliche e scorrettezza finanziaria che coinvolge i membri delle amministrazioni del Governo federale e il Parlamento federale stesso, sottolineando come ci sia una crescente minaccia al processo di pace e di riconciliazione e come si ponga, da parte della comunità internazionale, la necessità di adottare sanzioni mirate; 

ampie e documentate sono purtroppo le violazioni dei diritti umani, con particolare riferimento alla condizione dei bambini soldato; provato è il coinvolgimento delle forze di governo nelle violazioni dei diritti umani; forte e perdurante instabilità politica, sociale ed economica del Paese e forti tensioni interne (con riferimento ad al-Shabaab e ai fenomeni di pirateria); 

dopo la caduta della dittatura di Siad Barre nel 1991, il Paese è sprofondato, anche per le responsabilità occidentali e dell'Italia con la disastrosa missione militare Restore Hope, in una lunga guerra civile, che lo ha reso di fatto uno dei territori più violenti e poveri del mondo; in questo contesto e in assenza di un'autorità centrale riconosciuta, per oltre 20 anni, si è imposto il governo dei diversi gruppi clanici che si sono violentemente scontrati tra loro. Nel 1995 l'ONU, incapace di far fronte alla situazione ritirò le proprie truppe, lasciando il Paese nella mani dei cosiddetti «signori della guerra»; negli anni successivi la comunità internazionale si è trovata di fronte a una situazione estremamente caotica che ha visto anche il coinvolgimento dell'esercito etiope e dell'Unione Africana, con l'emergere di istanze separatiste in alcune regioni e la nascita del gruppo islamico estremista Al-Shabaab; 

in seguito, si sono registrati alcuni progressi a livello politico e militare, attraverso l'elezione da parte del Parlamento del nuovo Presidente della Repubblica Somala, Hassan Sheikh Mohamud (10 settembre 2012) e la liberazione, da parte delle truppe dell’African Union Mission to Somalia (AMISOM) e delle forze di sicurezza somale delle principali città della Somalia centro-meridionale, tra cui Chisimaio, tuttavia la situazione nel Paese resta instabile e altamente insicura; 

nel suo ultimo rapporto del 2015, Human Rights Watch ha indicato chiaramente come nell'impeto della lotta al terrorismo, le forze governative abbiano poco o nessun riguardo per i civili, spesso coinvolti negli scontri armati e che, tra le forze regolari somale, sono in uso pratiche di violenza sessuale, violazione dei diritti umani, omicidi ingiustificabili, torture e arresti di massa; 

appare evidente che questi sviluppi negativi della situazione dei diritti umani in Somalia non possono vedere il Parlamento italiano indifferente, tanto da imporre la necessità di una sospensione della ratifica dell'accordo stesso alla luce del quadro d'instabilità politica e dall'inaffidabilità delle stesse forze armate somale a cui sono destinati armamenti e cooperazione nel campo della difesa. Visti i precedenti dei primi anni ’90 è necessario utilizzare il principio di precauzione ed imporre garanzie sull'effettiva bontà di questa cooperazione che allo stato attuate non sembrano sussistere; 

l'Italia è presente in questo Paese con diverse missioni dell'Unione europea sia civili sia militari: EUCAP Nestor, volta a sviluppare un clima di pace, stabilità e prosperità mediante un'ampia gamma di azioni che includono la dimensione politica, diplomatica, di sviluppo, di sicurezza e umanitaria, attraverso un'attività formativa finalizzata al capacity building condotta a favore della Somalia, di Gibuti, del Kenya, delle Seychelles e della Tanzania e all'acquisizione di capacità adeguate per lottare contro la pirateria e rafforzare la sicurezza marittima nelle loro acque territoriali; EUTM Somalia, una missione militare per contribuire all'addestramento delle forze di sicurezza della Somalia; tuttavia, la Somalia, invece di essere pacificata da anni di missioni internazionali è divenuta focolaio di terrorismo, in linea con tutti i contesti internazionali in cui l'Occidente si è cimentato come portatore di democrazia; 

come opportunamente riporta un dossier redatto dalla rete Archivio Disarmo sul coinvolgimento dell'Italia in Somalia: «In considerazione della tormentata storia somala, della tragicità della situazione umanitaria e delle ambiguità degli attori in campo, appare necessario interrogarsi sul coinvolgimento italiano, in particolar modo sull'adeguatezza dell'accordo di cooperazione militare. Infatti, le numerose violazioni dei diritti umani, che coinvolgono direttamente e primariamente i bambini, sono imputate anche a quelle forze che collaborano strettamente con le missioni dell'Unione europea e verso le quali è rivolta l'attività di formazione delle truppe italiane. È imperativo quindi chiedersi quali siano i meccanismi di controllo messi in atto, soprattutto rispetto al fenomeno dei bambini soldato.»; 

in questo contesto non appare affatto chiaro, quindi, quale sia lo scopo e l'opportunità di stringere un accordo di cooperazione con un Paese in cui è ancora in corso un conflitto e le cui condizioni attuali sembrano essere in contraddizione rispetto allo spirito della normativa italiana che, con la legge n. 185 del 1990, regola il commercio delle armi e, indirettamente, le apposite intese governative, ovvero la forma giuridica assunta con accordi di cooperazione militare; inoltre, tale legge proibisce le esportazioni verso Paesi in cui vi siano accertate e gravi violazioni dei diritti umani, conflitti in corso, problemi relativi alla chiarezza della destinazione finale dei materiali commerciati e in generale situazioni contrarie allo spirito della Costituzione così come esplicitato dall'articolo 11; 

sarebbe pertanto opportuno attendere fino a quando, come auspicato anche in sede ONU e UE, le situazioni di conflitto ancora in corso non cesseranno definitivamente e le condizioni di sicurezza del Paese saranno pienamente assicurate, non sarà fatta chiarezza circa la destinazione finale delle armi commerciate e perlopiù sotto embargo, non verrà garantita la piena agibilità degli operatori umanitari, non verranno fornite le necessarie e irrinunciabili garanzie del rispetto dei diritti umani, con particolare riferimento soprattutto al fenomeno dei bambini soldato e non verranno adottate le urgenti misure per combattere la diffusa corruzione e la distrazione di fondi pubblici,

delibera

che la discussione del disegno di legge n. 3459 sia sospesa fino al 15 novembre 2016, in considerazione della decisione presa dal Consiglio di sicurezza dell'ONU che ha esteso l'embargo sulle armi alla Somalia – cui partecipa anche l'Unione europea – fino a tale data.

 

 


SEGUE: Esame della questione sospensiva M5S sull'accordo di cooperazione militare italo-somalo

Fonte: www.camera.it

*I testi e i file multimediali disponibili nella categoria "Osservatorio parlamentare" di questo sito sono tratti dai siti web istituzionali della Camera dei Deputati (www.camera.it) e del Senato della Repubblica (www.senato.it) dello Stato italiano e riportati fedelmente senza alcuna modifica.

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

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