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Esame della questione sospensiva sull'accordo di cooperazione militare italo-somalo

Legislatura: XVII

Camera dei Deputati - Seduta n. 603 di mercoledì 6 aprile 2016

Oggetto: Esame della questione sospensiva N. 1 sul disegno di legge in discussione alla Camera S. 1945 – Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo federale della Repubblica di Somalia in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 settembre 2013 (Approvato dal Senato). (Atto Camera n. 3459).

 


v. TESTO DELLA QUESTIONE SOSPENSIVA ------ v. TESTO DEL DISEGNO DI LEGGE IN DISCUSSIONE


 

RESOCONTO STENOGRAFICO DELL'ASSEMBLEA

Seguito della discussione del disegno di legge: S. 1945 – Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo federale della Repubblica di Somalia in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 settembre 2013 (Approvato dal Senato) (A.C. 3459(ore 12,45).

  PRESIDENTE. L'ordine del giorno reca il seguito della discussione del disegno di legge, già approvato dal Senato, n. 3459: Ratifica ed esecuzione dell'Accordo tra il Governo della Repubblica italiana e il Governo federale della Repubblica di Somalia in materia di cooperazione nel settore della difesa, fatto a Roma il 17 settembre 2013. 
  Ricordo che nella seduta del 4 aprile si è conclusa la discussione sulle linee generali.

(Esame di una questione sospensiva – A.C. 3459)

PRESIDENTE. Ricordo che è stata presentata la questione sospensiva Frusone ed altri n. 1. Passiamo quindi all'esame di tale questione sospensiva. A norma del comma 3, dell'articolo 40, del Regolamento, la questione sospensiva può essere illustrata per non più di dieci minuti dal proponente. Potrà altresì intervenire un deputato per ognuno degli altri gruppi, per non più di cinque minuti. 
  Illustra la questione sospensiva il deputato Frusone. Ne ha facoltà.

  LUCA FRUSONE. Signora Presidente, questo Accordo è un accordo come molti altri, sappiamo bene che l'Italia fa dell'Esercito, dello strumento militare una carta da giocare nelle relazioni di politica estera. È un accordo che riguarda l'addestramento e la fornitura di armi all'esercito somalo. Di accordi del genere l'Italia ne fa molti, la particolarità qui è il Paese con cui si fa l'accordo, perché appunto la Somalia, di per sé, attualmente non è un Paese – almeno a nostro avviso – con cui parlare di accordi militari e di fornitura di armi, perché ? Perché innanzitutto queste armi potrebbero cadere in mani sbagliate, ma addirittura in questo determinato Paese non abbiamo nemmeno la certezza che, se finiscono nelle giuste mani, quindi quelle governative, non vengano utilizzate con violenza contro la stessa popolazione, perché è chiaro che la Somalia già da tempo attraversa una situazione di instabilità e una situazione dove i diritti umani non vengono rispettati nemmeno dal Governo stesso. Questo naturalmente non lo diciamo solo noi del MoVimento 5 Stelle e c’è un qualcosa, una prova di tutto questo, che non può lasciare indifferenti, infatti ci basta vedere che l'ONU, l'ONU stessa, quindi non dei grillini o il MoVimento 5 Stelle parlano di questo, ma l'ONU stessa, ha esteso l'embargo sulle armi alla Somalia fino al 15 novembre 2016. 
  Se l'ONU ha intrapreso questa iniziativa, un motivo ci sarà: non credo che voglia porre delle sanzioni alla Somalia, ma non ravvisa in questo Paese le condizioni di sicurezza minime e quel rispetto dei diritti dell'uomo che possono favorire determinati accordi, proprio come quello in questione. Infatti la Somalia da sempre si è connotata per un triste fenomeno, per cui si fanno anche i minuti di silenzio, si fanno incontri anche qui alla Camera: insomma, si piangono le classiche lacrime di coccodrillo, però poi quando si arriva in Aula non si ha il coraggio di affrontarlo. Ricordo che la Somalia ha questa terribile piaga dei soldati bambino: dare delle armi oggi a quel Paese, secondo voi non va ad accentuare questo problema ? Badate bene, ci sono spot, qualche anno fa era partita proprio una campagna mondiale contro questa piaga dei soldati bambino, e ora noi qui vorremmo approvare un accordo per la fornitura di armi ad un Paese del genere ? Badate bene a quello che fate ! Tant’è che noi oggi, ora, in questo momento, con questa sospensiva, chiediamo proprio di sospendere la ratifica di questo Accordo fino alla data stabilita dall'ONU, il novembre 2016. Non stiamo chiedendo la luna, non siamo usando, strumentalizzando determinati dati per fare una campagna contro le armi: noi stiamo dicendo quella che è la realtà dei fatti ! 
  Oggi come oggi noi non ci sentiamo assolutamente di approvare un accordo del genere. Vi stiamo anche venendo incontro, dicendo: sospendiamo fino a quando l'ONU stessa non ci dice che ci sono le condizioni minime, le garanzie minime per fare un accordo del genere; quindi non stiamo parlando chissà di che cosa ! Badate bene, abbiamo messo nella nostra proposta di sospensiva dati, fatti, citazioni di organi internazionali, di ONG che trattano tutti i giorni questo problema.Human Rights Watch dice chiaramente che la Somalia non è un terreno dove portare armi, dove buttare benzina sul fuoco: noi ci vogliamo limitare semplicemente a questo, ad ascoltare queste ONG, ad ascoltare l'ONU; l'ONU che viene usata molto spesso in quest'Aula per far passare degli interventi militari, delle invasioni militari come interventi di pace. Per esempio quella in Libia: lo ricordo, ci è sempre stato detto che la terza fase dell'attuale missione avverrà solo con una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'ONU. Bene, in questo caso l'ONU stesso sta decidendo un embargo su questo Paese, sulle armi in questo Paese; e voi che cosa volete fare ? Un Accordo militare di fornitura di armi a questo Paese, flagellato dalla piaga dei soldati bambino, con una situazione in cui il Governo stesso, le forze di sicurezza governative vengono accusate di utilizzare violenza contro i loro cittadini, e ultimamente anche di muovere violenza sessuale verso le donne in questo Paese; e il Parlamento italiano che cosa vuole fare ? Fare un Accordo militare con questo Paese ? 
  Credo quindi che la sospensiva che oggi noi siamo qui a chiedere sia sacrosanta. Non badate ai colori politici: c’è di mezzo l'ONU, ci sono di mezzo ONG importantissime, che hanno una credibilità che va al di là di qualsiasi divisione politica, che ci dicono che questo Accordo non s'ha da fare. Quindi io termino qui, perché credo di essere stato il più chiaro possibile. Non votare questa sospensiva in questo momento è un atto scellerato; vuol dire fomentare tutto quello che ho detto prima: violenze, soldati bambino, conflitti etnici e dei vari clan che si stanno spartendo questo Paese. Se vogliamo proprio fare un paragone, è come dare delle armi ai vari Governi che sono in Libia, sapendo bene che queste andranno a finire nei vari clan, andranno a finire magari nei vari gruppi terroristici, perché anche qui troviamo Al-Shabaab. 
  Mettetevi quindi una mano sulla coscienza, ricordate le innumerevoli pubblicità che avete visto in questi anni quando si parlava del problema somalo, e quindi votate a favore di questa sospensiva: non perché ve lo diciamo noi, perché è l'ONU stessa che parla di tutto ciò (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Gianluca Pini. Ne ha facoltà.

  GIANLUCA PINI. Presidente, il gruppo della Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini ritiene non infondata la questione sospensiva sottoposta oggi all'esame di questa Assemblea: non possiamo, infatti, ignorare che un Accordo di collaborazione nella sfera della difesa, qual è quello tra Italia e Somalia, può essere propedeutico anche alla concessione di materiali d'armamento al Governo di Mogadiscio. 
  Sulla Somalia, tuttavia, pende ancora un embargo multilaterale sulle forniture di materiale da armamento, imposto a suo tempo per non far pervenire armi ai cosiddetti talebani somali, eredi delle famigerate corti islamiche, ai qaedisti, sui quali peraltro si stanno abbattendo attacchi concentrici ai quali auguriamo la migliore fortuna, avendo noi a cuore le sorti della Somalia per varie ragioni: non ultimo, per evitare di vedere degli sventurati tentare la sorte attraverso mari e deserti per presentarsi poi ai nostri confini. 
  Rinviare la ratifica allo spirare del termine dell'embargo non è un cedimento ai deliri di certe forme di pacifismo, dagli eccessi delle quali noi assolutamente rimaniamo distanti e lontani: ci sembra, invece, un sostegno ragionevole all'efficacia delle misure adottate in ambito internazionale per evitare di alimentare le guerre civili. 
  Qualora la sospensiva al nostro esame fosse respinta, chiederemo comunque al Governo di garantire di fronte a quest'Aula che il nostro Paese non violerà in alcun modo l'embargo, fintanto che questo sarà in vigore. 
  Su queste basi, la Lega Nord e Autonomie-Lega dei Popoli-Noi con Salvini voterà a favore della sospensiva al nostro esame.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Marcon. Ne ha facoltà.

  GIULIO MARCON. Presidente, care colleghe e cari colleghi, la ratifica di questo Accordo militare secondo noi va sospesa, e per questo voteremo a favore della sospensiva avanzata dal MoVimento 5 Stelle. 
  Va sospesa perché fino al prossimo 15 novembre c’è un embargo delle Nazioni Unite che vieta la fornitura di armi a quel Paese, e già questo potrebbe bastare. Va sospesa perché, come denunciato dall'ONU, da Amnesty International, da Human Rights Watch, l'esercito regolare somalo arruola i bambini, ne sono stati accertati almeno 220; e il Governo somalo si è rifiutato di firmare il Protocollo aggiuntivo della Convenzione dell'infanzia sul coinvolgimento dei bambini nei conflitti armati. Ricordo che, secondo l'Unicef, potrebbero essere ben 5 mila i bambini arruolati nelle varie fazioni, compreso l'esercito regolare: noi non possiamo essere così farisei da approvare splendide mozioni parlamentari sui bambini soldato, e poi approvare anche Accordi con quegli eserciti che quei bambini li arruolano. 
  Questo Accordo va sospeso perché non possiamo cooperare con un esercito regolare che, secondo i rapporti delle Nazioni Unite, si è macchiato di crimini gravissimi quali stupri e violenze sessuali, violenze sui bambini, uccisioni di civili inermi, demolizioni di case; e non possiamo cooperare con un Governo che i bambini li manda in carcere.

Questo Accordo va sospeso perché viene violato lo spirito della legge n. 185 del 1990: la Somalia è un Paese non riconciliato, in conflitto, in cui le armi che mandiamo non sappiamo che fine faranno; il Governo di unità nazionale, sostenuto dalla comunità internazionale, non controlla il Paese, né le armi che gli vengono inviate, ed è per questo, anche, che c’è un embargo delle Nazioni Unite. Non facciamo, con la fornitura di equipaggiamenti e strumenti militari come prevista da questo Accordo, quello che abbiamo fatto con la Libia di Gheddafi, quando pochi mesi prima del crollo del regime gli abbiamo spedito 10 mila pistole e fucili che ora sono in mano alle bande di terroristi. 
  Questo Accordo, se venisse ratificato, sarebbe uno sconcio, uno schiaffo a chi si batte per i diritti umani, per la pace e contro il terrorismo. 
  Avete visto che ieri la Ministra Pinotti è andata a concludere in Kuwait vari Accordi e la vendita di 28 Eurofighter: la Ministra sorrideva, è comprensibile, pensava al successo degli Accordi e magari anche all'affare dei 7 miliardi per Finmeccanica. 
  Invece, cari colleghi, non c’è da sorridere per le violazioni dei diritti umani in Kuwait, non c’è da sorridere per chi in Kuwait può andare in carcere fino a dieci anni se critica il regime sul web, non c’è da sorridere per le donne di quel Paese che vengono discriminate per la possibilità di divorziare, di ereditare, di dare la cittadinanza al proprio figlio. Non c’è da sorridere per le 15 condanne a morte comminate nell'ultimo anno e non c’è da sorridere per il sistema bancario di quel Paese che ha riciclato i soldi dell'Arabia Saudita a favore dell'ISIS. Magari, la prossima volta, sorrisi a parte, una parola sulla violazione dei diritti umani in Kuwait diciamola; i diritti umani, i diritti dei bambini vengono prima degli affari dell'industria militare. 
  Ricordo che, proprio ieri, la Rete Disarmo, che raggruppa associazioni come le ACLI, il Gruppo Abele, Libera, l'ARCI, Pax Christi e molte altre, ha chiesto alla Camera dei deputati di non ratificare questo Accordo.

 


v. il COMUNICATO STAMPA DELLA RETE ITALIANA PER IL DISARMO


 

Noi raccogliamo questo invito, stiamo dalla parte delle associazioni, dalla parte di una politica estera dei diritti umani; non ci vogliamo piegare alla Realpolitik, spesso, purtroppo, ispirata da quelli che Papa Francesco ha chiamato i mercanti di morte, fabbricanti di armi che se ne infischiano di diritti umani, in Kuwait come in Somalia. 

  Noi, perciò, vi chiediamo di votare la questione sospensiva avanzata dal MoVimento 5 Stelle, una sospensione fino a novembre quando cesserà l'embargo delle Nazioni Unite. È una proposta di buonsenso e per questo riteniamo che tutta questa fretta sia sospetta; prendiamoci una pausa di riflessione, sospendiamo un atto di cooperazione con un Paese, un esercito i cui atti sono stati condannati dalle Nazioni Unite, da Amnesty e da Human Rights Watch. Non facciamo passi affrettati, non corriamo il rischio di approvare un atto per il quale potremmo venire messi sul banco degli imputati da parte delle organizzazioni internazionali dei diritti umani. Prendiamoci tempo per approfondire, ancora, una situazione contraddittoria e pericolosa e così faremo la scelta giusta(Applausi dei deputati del gruppo Sinistra Italiana – Sinistra Ecologia Libertà).

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Monchiero. Ne ha facoltà... 
  No, onorevole Rabino ? Bene, prego. Magari se ce lo dite, quando cambiate... Perfetto. Prego, onorevole Rabino.

  MARIANO RABINO. Grazie, Presidente, per la pazienza e l'indulgenza. Si è trattata di una mancanza di comunicazione tra il presidente del mio gruppo e il sottoscritto. 
  Signora Presidente, onorevoli colleghi, nell'anticipare il voto favorevole di Scelta Civica all'approvazione della ratifica dell'Accordo tra il Governo italiano e quello somalo, sono qui a ribadire l'importanza del rapporto tra l'Italia e la Somalia, un Paese cruciale in un'area del mondo particolarmente rilevante quale è quella del Corno d'Africa, destabilizzata dal fondamentalismo islamista di Al-Shabaab e dalla pirateria marittima. 

  La lunga consuetudine di amicizia tra Italia e Somalia, che affonda le radici in tanti anni di collaborazione, ha permesso di intervenire con capacità particolari, da sempre riconosciute, concretizzando interventi che nessun altro ha realizzato nel Paese, tra cui i programmi di pace e di riconciliazione, che, con difficoltà, non c’è dubbio, ma stanno ricomponendo le basi delle amministrazioni locali, e quelli di supporto alle istituzioni centrali. 
  Nel merito, il trattato è in linea con la normativa nazionale, l'ordinamento comunitario e gli altri obblighi internazionali sottoscritti dal nostro Paese. Si tratta di misure trasversalmente condivisibili; prevede oneri annuali per circa 5 milioni di euro ad anni alterni ed è un trattato in linea sia con la legge italiana sulle armi, la n. 185 del 1990, che con tutte le risoluzioni ONU che disciplinano le vicende della sicurezza e della difesa, in un'area del mondo che da circa 25 anni è sottoposta a guerre civili e a conflitti armati di varia natura. 
  Proprio per gli sviluppi negativi, gli attuali sviluppi negativi della situazione dei diritti umani in Somalia, è necessario approvare con tempestività questo provvedimento, proprio per potenziare la cooperazione bilaterale tra le rispettive Forze armate, consolidando le capacità difensive e migliorando la comprensione reciproca sulle questioni della sicurezza. 
  Tutto ciò è di fondamentale importanza al fine di promuovere e incoraggiare il più possibile i rapporti di amicizia con le comunità più pacifiche e lungimiranti, che in un territorio così instabile e ricco di tensioni e contraddizioni possono rivelarsi gli alleati determinanti nella lotta al terrorismo, per il consolidarsi di azioni atte a garantire la sicurezza dell'Europa. 
  È da evidenziare, inoltre, che l'analisi dell'impatto sulla regolazione ha precisato che l'opzione di non intervento non risulta percorribile alla luce della normativa vigente ed in particolare alla luce dell'articolo 80 della Costituzione. Inoltre, essa, configurandosi quale mancato adempimento dell'obbligazione politica assunta sul piano internazionale con la firma dell'Accordo, determinerebbe un deterioramento dei rapporti bilaterali con la Somalia, che avrebbe certamente una ricaduta negativa sull'immagine del Paese, minandone la credibilità sul piano internazionale. 
  Per questi ed altri motivi auspico, a nome di Scelta Civica, la tempestiva approvazione del provvedimento in esame e, pertanto, voteremo contro questa richiesta di sospensiva, proprio perché riteniamo importante che venga affrontato con la massima celerità il tema della sicurezza e della difesa che interessa un territorio in gravissima difficoltà, ma verso il quale siamo legati da tanti anni di collaborazione, nella prospettiva di un consolidamento della realtà statuale e nella lotta, senza quartiere, ai vari gruppi terroristici.

  PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare la deputata Quartapelle Procopio. Ne ha facoltà.

  LIA QUARTAPELLE PROCOPIO. L'Accordo di cui discutiamo oggi la relativa sospensiva tratta della cooperazione con un Paese strategico, come dicevano i colleghi, che è la Somalia, in un'area di grande interesse per l'Italia, che è il Corno d'Africa, in un settore cruciale per la stabilità regionale e globale come quello della sicurezza. Allora, io vorrei, siccome si tratta, appunto, di un tema delicato e strategico, andare un po’ al di là dei titoli. 
  La richiesta di sospensiva si riferisce alla risoluzione ONU n. 2244 del 23 ottobre 2015, che proroga, come dicevano i colleghi, al 15 novembre 2016 l'embargo di armi alla Somalia. Proprio per andare al di là dei titoli, vorrei leggere quanto stabilito nel dispositivo delle Nazioni Unite. Al punto 2 della risoluzione si legge che il Consiglio di sicurezza decide di rinnovare le disposizioni di cui al paragrafo 2 della risoluzione n. 2142 del 2014, ovvero l'embargo di armi alla Somalia, fino al 15 novembre 2016, ma ribadisce che l'embargo sulle armi in Somalia non si applica alle forniture di armi, munizioni o attrezzature militari o alla fornitura di consulenza, assistenza o formazione destinate esclusivamente per lo sviluppo delle forze di sicurezza del Governo federale della Somalia, per garantire la sicurezza per la popolazione somala, se non in relazione alle disposizioni di cui all'allegato della risoluzione n. 2111. 
  Perché l'ONU, rispetto a un tema così delicato come l'embargo delle armi, sostanzialmente fa un'eccezione ? Perché noi stiamo parlando di un Paese, la Somalia, che da 25 anni lotta contro la disintegrazione, a cui si è aggiunta la minaccia terroristica di Al-Shabaab. Stiamo parlando di un Paese in cui è stato difficilissimo insediare il Governo di transizione e a cui serve una costante presenza armata di truppe dell'Unione africana per evitare che il Paese scivoli di nuovo in una guerra civile. 
  È in questo contesto che l'ONU, attraverso l'Unione africana, ha da dieci anni avviato un processo di consolidamento delle capacità di controllo del territorio del Governo di transizione. Ovvero, l'ONU, attraverso l'operazione militare AMISOM, sostiene il Governo somalo e sostiene l'esercito del Governo somalo. 
  L'Accordo, quindi, sostanzialmente, si inserisce in questo quadro internazionale di rapporti ONU e Unione africana, per dare la possibilità all'Italia di cooperare con un esercito che ha bisogno di esserci, per garantire la sicurezza del popolo somalo. 
  In secondo luogo – ed è la seconda ragione per cui noi voteremo contro la sospensiva – è molto chiaro leggendo l'Accordo che, come scritto nel paragrafo 3.2.d., l'acquisto di materiale militare avverrà nel rispetto delle leggi nazionali italiane e somale su importazione ed esportazione di armi. 
  La legge italiana sull'esportazione di armi, la n. 185 del 1990, è tra le più avanzate al mondo per quanto riguarda i controlli relativi all'esportazione secondaria, alla cessione o alla vendita terza di materiale bellico. Ovviamente, sappiamo che, dopo il voto di questa sospensiva e dopo il voto, che ci auguriamo, sull'Accordo, la Somalia resta un Paese in transizione, instabile e con molti problemi, ma il Trattato che vorremmo approvare oggi, dopo il voto sulla questione sospensiva, doterà il Governo italiano di maggiori strumenti per incoraggiare e sostenere le autorità somale a consolidarsi come credibile presidio di autorità per i propri cittadini.

PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare il deputato Archi. Ne ha facoltà.

  BRUNO ARCHI. Noi voteremo contro questa richiesta di sospensiva della ratifica del Trattato perché pensiamo che sia in perfetta coerenza con l'azione che il nostro Paese ha svolto negli ultimi vent'anni in questo martoriato Paese che è la Somalia, che è diventato sinonimo quasi di disintegrazione. Crediamo che la nostra azione, che è sempre stata fatta in un contesto multilaterale, quindi delle Nazioni Unite, si sia ispirata a delle linee guida ben precise, che siano quelle di normalizzare e non destabilizzare, di unificare e non disintegrare. 
  Naturalmente, non ci nascondiamo dietro un dito le difficoltà di svolgere un'azione così importante in un Paese così complesso, ma sappiamo che l'unico sistema per farlo è quello di appoggiare i vari Governi di transizione, pur legittimi, che si sono succeduti, in questi anni, in Somalia. Tutto questo, naturalmente, non senza difficoltà, ma, se la cornice delle Nazioni Unite è l'unica che può dare una mano concreta a trovare una sorta di stabilizzazione in questo Paese, non possiamo esimerci dal fare qualcosa in questa direzione, nel rispetto della legislazione nazionale e nel rispetto di quelle che sono le risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. 
  Come diceva la collega prima di me, andando a leggere nello specifico, poi, si vede come consentano, pur nel rispetto dell'embargo fino alla fine del 2016, di avere una politica di sicurezza insieme al legittimo Governo somalo, nell'unico intento di aiutare le forze di sicurezza somale a contribuire alla stabilità del proprio Paese. Questo è un po’ lo spirito che ci anima; naturalmente, tutto ciò ben sapendo quanto poi i rischi e le derive, non solo terroristiche, come Al-Shabaab dimostra, effettivamente sono vive e stravive nel Paese, ma come occorra poi porre un'attenzione specifica anche alla necessità di monitorare e di verificare che questa nostra azione, pur nel rispetto della legislazione nazionale e nella cornice di un sistema multilaterale come quello onusiano, poi venga effettivamente attuata nel pieno rispetto della normativa generale sul terreno. 

  Ciò facendo, in effetti, va detto che occorre un sistema di monitoraggio ed esiste un sistema di monitoraggio, e auspichiamo che il Governo se ne faccia carico da questo punto di vista, perché c’è un comitato sanzioni per la Somalia e l'Eritrea, che si avvale di un gruppo di monitoraggio ad hoc che è composto da esperti indipendenti, ed un sistema di controlli e notifiche da parte dello Stato somalo e dei partner internazionali della Somalia. Tutto ciò volto, evidentemente, proprio a impedire il rischio di diversione dei materiali ceduti e a sanzionare e prevenire sue violazioni. Quindi, da un lato, noi crediamo che sia importante andare avanti, perché, se c’è un obiettivo condiviso dalla comunità internazionale, che è quello di tendere alla stabilità di un Paese che è già stato sufficientemente martoriato e disintegrato nella lotta tra le varie fazioni, sia quello di consentire a chi può farlo nel Paese di agire da un punto di vista generale e complessivo volto alla sicurezza e alla stabilità del Paese stesso, ma poi la comunità internazionale deve anche farsi carico di controllare che tutto quello che si fa venga fatto nel rispetto totale dei diritti umani, e quindi, evidentemente, evitare rischi di diversione, come dicevo prima, e che questi materiali possano essere ceduti per altri scopi (Applausi dei deputati del gruppo Forza Italia – Il Popolo della Libertà – Berlusconi Presidente).

  PRESIDENTE. Passiamo ai voti. Chiedo ai colleghi di prendere posto. 
  Indìco la votazione nominale, mediante procedimento elettronico, sulla questione sospensiva Frusone ed altri n. 1. 
  Dichiaro aperta la votazione. 
  (Segue la votazione).

  Forza, colleghi, affrettarsi ai banchi e al posto per votare. Pastorino, Boccuzzi, Greco, Formisano, Nardi, Realacci, Lavagno, Raciti, Caparini, Bechis... 
  Dichiaro chiusa la votazione. 
  Comunico il risultato della votazione:la Camera respinge (Vedi votazioni).

   (Presenti e votanti  387    
   Maggioranza  194    
    Hanno votato 
  124     
    Hanno votato 
no  263). 

 


Fonte: www.camera.it

*I testi e i file multimediali disponibili nella categoria "Osservatorio parlamentare" di questo sito sono tratti dai siti web istituzionali della Camera dei Deputati (www.camera.it) e del Senato della Repubblica (www.senato.it) dello Stato italiano e riportati fedelmente senza alcuna modifica.

 

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