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Interrogazione a risposta immediata in merito al presunto utilizzo di bombe italiane nel conflitto in Yemen

 Risultati immagini per utilizzo di bombe italiane in Yemen

LEGISLATURA XVII

Estratto del resoconto stenografico dell'Assemblea della Camera dei Deputati Seduta n. 691 di mercoledì 12 ottobre 2016.

Discussione in merito all'interrogazione a risposta immediata n. 3-02547 del M5s circa il presunto utilizzo di bombe con codice del Ministero della difesa nel conflitto attualmente in corso in Yemen.

 


TESTO DELLA DISCUSSIONE: 

     PRESIDENTE. La deputata Corda ha facoltà di illustrare la sua interrogazione n. 3-02546 (Vedi l'allegato A – Interrogazioni a risposta immediata).

  EMANUELA CORDA. Grazie, Presidente. In una foto pubblicata recentemente da Famiglia Cristiana appariva un ordigno rinvenuto nello Yemen, ordigno presumibilmente sganciato a seguito di un bombardamento saudita. Questo ordigno, tra l'altro, recava il codice del Ministero della difesa, del nostro Ministero della difesa, e della fabbrica produttrice, la Rwm di Domusnovas, sita in Sardegna. Ecco, noi ci domandiamo come mai il Ministro della difesa Pinotti si sia recato recentemente in visita in Arabia Saudita, tra l'altro in compagnia del segretario generale per gli armamenti, e abbia dunque presumibilmente sottoscritto contratti per la vendita di altre armi ad un Paese in guerra, invece che sollecitare la cessazione di questi massacri. 

  Ci domandiamo, inoltre, se il Ministro non ritenga tutto ciò in violazione della legge n. 185 del 1990, che, come sappiamo tutti, vieta al nostro Paese di vendere armi a Paesi in guerra, l'Arabia Saudita, appunto.

   PRESIDENTE. La Ministra della Difesa, Roberta Pinotti, ha facoltà di rispondere.

   ROBERTA PINOTTIMinistra della Difesa. Grazie, Presidente. Le licenze di esportazione di materiale di armamento sono, come è noto, disciplinate dalla legge n. 185 del 1990 e successive modificazioni. 

  La legge prevede che il Parlamento sia puntualmente informato con una specifica relazione annuale relativa all'esportazione, importazione e transito del materiale di armamento; ciò al fine di consentire l'attività di verifica e controllo, così come spetta al Parlamento. 
  Le richieste delle imprese italiane sono gestite dalla UAMA, unità per le autorizzazioni di materiali di armamento, che agisce, caso per caso, attenendosi alla normativa italiana, europea ed internazionale, acquisito il parere finale del comitato consultivo di cui fanno parte rappresentanti di vari dicasteri. 
  Per quanto concerne il merito del quesito posto, secondo quanto riferito dagli uffici tecnici della difesa, rendo noto che il NATO Stock Number identifica a livello NATO il materiale che può essere impiegato e non la proprietà. 
  Sul manufatto mostrato nell'articolo citato e oggetto dell'interrogazione viene riportato anche il codice costruttore, che identifica univocamente la ditta produttrice e non può mai essere cambiato. Non vi è, quindi, alcun collegamento con la direzione nazionale armamenti e non si tratta di materiale proveniente dallo stock dell'Aeronautica militare. 
  La ditta Rwm ha esportato in Arabia Saudita in forza di una licenza rilasciata in base alla normativa vigente, come ho citato in premessa. Il Governo è più volte intervenuto, in risposta ad atti di sindacato ispettivo, sottolineando come l'Arabia Saudita non sia oggetto di alcuna forma di embargo, sanzione o restrizione internazionale, ONU o di Unione europea, nel settore delle vendite di materiale e di armamento. 
  Questo certamente non vuol dire che il Governo non sia preoccupato per quello che sta avvenendo nello Yemen.  
  Infine, in merito a quanto richiamato in premessa dagli onorevoli interroganti, durante gli incontri internazionali il Ministro della difesa si avvale come ritiene del supporto delle proprie strutture anche al più alto livello. 
  Per quanto riguarda il segretario generale della difesa o un suo rappresentante, negli ultimi due anni è intervenuto nella mia delegazione in almeno dieci Paesi, avendo tra le sue competenze anche le relazioni internazionali. La visita di Stato che ho fatto in Arabia Saudita è stata, appunto, una visita di Stato: si è discusso della lotta al terrorismo internazionale, perché, come forse voi saprete, l'Arabia Saudita fa parte della coalizione anti ISIS; si è discusso anche dei conflitti in atto ed è stato portato il punto di vista italiano, che certamente ha punti di differenza, e anche su alcune questioni notevoli, con quelli del Governo dell'Arabia Saudita; e si è discusso di sicurezza marittima, su cui l'Italia è leader. 
  Non è stata né una visita commerciale né sono stati sottoscritti contratti, dei quali, peraltro, ci sarebbe traccia, e nel caso, anche in questo caso, sarebbero sottoposti alla legge n. 185.

   PRESIDENTE. Il collega Luca Frusone, cofirmatario dell'interrogazione, ha facoltà di replicare.

  LUCA FRUSONE. Grazie, Presidente. Ringrazio anche la signora Ministro per essere venuta qui a rispondere, ma immaginavamo già come si sarebbe fatta scudo di alcune leggi o di mancati embarghi, fatti, appunto, dall'Unione Europea o dall'ONU, che comunque si sono raccomandati di non dare più armi alle parti in conflitto nello Yemen, cosa che, invece, pare non sia stata recepita dall'Italia. 

  Ministro, noi stiamo dando delle bombe all'Arabia Saudita, noi parliamo di lotta al terrorismo con l'Arabia Saudita. L'Arabia Saudita usa quelle bombe per bombardare in Yemen, l'Arabia Saudita è stata definita, insieme ad altri Stati, come l'epicentro del terrorismo islamico, e noi andiamo a parlare con loro di lotta al terrorismo? 
  Ha parlato un pochino, gli ha chiesto l'influenza del wahabismo su tutta la questione dell'ISIS ? Avete parlato di tutto questo? Queste sono le risposte che vorremmo sentire da un Ministro della difesa della Repubblica italiana; purtroppo, come al solito, ci troviamo di nuovo di fronte a delle risposte di circostanza, che, però, non cambiano i fatti. Noi siamo parte attiva nel conflitto dello Yemen e, addirittura, paradossalmente, nell'ultimo bombardamento, con quelle bombe italiane, è stata bombardata persino una fabbrica italiana in Yemen. 
  Stiamo utilizzando bombe italiane per bombardare italiani in Yemen. Siamo arrivati al paradosso, caro Ministro ! L'Italia deve prendersi questa responsabilità: la lotta al terrorismo si fa smettendo di dare armi a chi usa tutto questo proprio per allargare il fuoco del terrorismo (Applausi dei deputati del gruppo MoVimento 5 Stelle).

 


Fonte: www.camera.it 

*I testi e i file multimediali disponibili nella categoria "Osservatorio parlamentare" di questo sito sono tratti dai portali web istituzionali della Camera dei Deputati (www.camera.it) e del Senato della Repubblica (www.senato.it) dello Stato italiano e riportati fedelmente senza alcuna modifica.

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

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