FacebookTwitter
Benvenuto nel sito dell'IRIAD ~ Seguici anche sui nostri profili social

L’attacco di Tunisi conferma la necessità di una strategia condivisa a livello regionale contro gli estremismi

Tunisian security forces stand guard near the National Bardo Museum in Tunis on March 19, 2015, in the aftermath of an attack on foreign tourists. [Credit: Belaid/Flickr)

Mercoledì 18 marzo due uomini armati di fucili d'assalto hanno fatto irruzione in un museo gremito di gente nel centro di Tunisi uccidendo un agente di sicurezza tunisino e 20 turisti stranieri. Questi, secondo gli ultimi rapporti, provenivano da diversi paesi, tra cui Australia, Belgio, Gran Bretagna, Colombia, Francia, Italia, Giappone, Polonia e Spagna. Mentre nei momenti immediatamente successivi all’attacco letale non era chiaro chi fossero i responsabili, il giorno dopo i due terroristi sono stati identificati come Yassine Laabidi e Hatem Khachnaoui, entrambi rimasti uccisi durante il raid. Lo Stato islamico ha rivendicato l'attacco, definendolo "la prima goccia di pioggia", e lodando i due aggressori come "cavalieri dello Stato islamico." Tuttavia, la rivendicazione non è stata ancora ufficialmente verificata.

Anche se simili eventi stanno sfortunatamente proliferando negli ultimi mesi - da Parigi e Copenaghen a Bamako e Kidal - questo è stato l'attacco peggiore che ha colpito il piccolo paese nordafricano da oltre un decennio. La Tunisia, spesso definita come esempio di successo delle primavere arabe, era stata in gran parte risparmiata dalle violenze che hanno travolto la vicina Libia, ma anche l’Egitto, lo Yemen e altre parti del Medio Oriente. Non si può dire lo stesso in questo spiacevole caso.

Gli eventi sono ancora in corso e maggiori informazioni molto probabilmente emergeranno nelle prossime settimane. Ma in questa fase iniziale, due cose sono chiare. La prima è che i paesi della regione, in particolare quelli che si basano molto sulle entrate del turismo, non possono permettersi di abbassare la guardia quando si tratta di misure di sicurezza. In Egitto, per esempio, dove il turismo è una importante spina dorsale per l’economia del paese, l'instabilità nel Sinai e di altre zone provoca un pesante tributo per il settore turistico, causandone una pesante contrazione e facendo aumentare la disoccupazione. Essa di conseguenza genera  giovani insoddisfatti, i quali con maggiore probabilità rischiano di essere affascinati dai gruppi radicali, alimentando così un circolo vizioso apparentemente senza fine.

La seconda certezza è che paesi come la Tunisia, la Libia o l’Egitto non possono farcela da soli. Ciò non solo perché una risposta di fronte a una minaccia terroristica è in genere più efficace per la sicurezza quando si concentrano le risorse; ma anche perché alla fin fine, la pace e la stabilità in Medio Oriente sono interessi condivisi da diversi e numerosi paesi.

E’ sufficiente guardare l'effetto a catena scaturito dalla guerra civile siriana. L'esodo massiccio di rifugiati ha avuto un impatto su tutti i paesi contigui alla Siria e si è esteso fino alle coste meridionali dell'Europa. Decine di barche cariche di migranti hanno attraversato o tentato di attraversare il Mediterraneo, e molte altre si accingono a farlo con l'avvicinarsi della bella stagione. Ideare una strategia comune di contrasto alla instabilità che caratterizza oggi il bacino del Mediterraneo è interesse di molti governi della regione,  sia per ragioni di sicurezza sia per esigenze strettamente umanitarie.

Per quanto riguarda la Libia, i governi di Italia e Spagna così come di Francia, Gran Bretagna, e Stati Uniti hanno già affermato di sostenere il processo di pace guidato dall'ONU. Hanno anche riaffermato il loro forte impegno per sradicare la minaccia terroristica. Diversamente dalla Tunisia - dove è ancora poco chiaro se lo Stato islamico possiede una presenza fisica reale - la minaccia in Libia è concreta. Il rapimento e l'esecuzione di 21 copti egiziani nel mese di febbraio ne è stata una chiara indicazione; e il più recente sequestro di 20 operatori sanitari a Sirte supporta inesorabilmente la tesi secondo la quale l’ISIS ha una presenza stabile nel paese.

Ma il governo libico - quello riconosciuto dalla comunità internazionale - chiede di più. In una recente intervista con l'agenzia di stampa italiana ANSA, il presidente del parlamento di Tobruk, Aqila Saleh Issa, ha detto che spera che le nazioni occidentali annullino l'embargo di armi sul paese, in modo che le forze governative possano attrezzarsi per combattere i militanti. A prescindere se questo accadrà o meno, la richiesta dimostra che uno sforzo congiunto è l'unica via percorribile.

Dopo la decapitazione dei 21 cristiani, il presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sisi ha ordinato una serie di attacchi aerei come misura di ritorsione. Le forze aeree egiziane hanno attaccato i campi, le strutture di addestramento e depositi di armi presumibilmente appartenenti allo Stato islamico vicino alla città libica di Derna, nell'est del Paese. Allo stesso tempo, però, al- Sisi ha anche esortato il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ad autorizzare una coalizione internazionale per intervenire in Libia ed imporre un blocco navale. Anche lui ha richiesto l’abolizione dell'embargo.

Cosa c'entra l’attacco di Tunisi con tutto questo? Semplicemente dimostra che la minaccia da parte dello Stato islamico è sempre più viva e non più confinata in Siria, Iraq, o al più in Libia. Anche un paese come la Tunisia, relativamente più stabile rispetto ai suoi vicini, ha ora assaggiato la distruzione del gruppo fondamentalista. Questo è un momento molto delicato per la transizione democratica del paese: le sue recenti elezioni parlamentari e presidenziali sono state una vittoria per la democrazia ed evidenziano come la regione non sia immune dai processi democratici. Ma se il turismo, che è la sua principale fonte di reddito, cominciasse a barcollare a causa del terrorismo, il processo democratico rischierebbe inesorabilmente di arrestarsi.

In ultima analisi, dimostra che è interesse e responsabilità dei paesi interessati aumentare il loro apparato di sicurezza, migliorare la loro raccolta di informazioni e in generale escogitare modi migliori per prevenire gli attentati terroristici. Questa, però, non è una strategia che può attuarsi singolarmente e, di fronte ad alcuni leader che chiedono il sostegno internazionale, uno sforzo congiunto sarebbe pertanto l'approccio preferibile.

 

Fonte: www.fptoday.org

13/02/2018 - di IRIAD
i-crimini-sono-in-calo-ma-c-e-chi-specula-sul-senso-di-insicurezza-degli-italianiIntervista al Presidente di IRIAD Fabrizio Battistelli da parte de Linkiesta.it di Marco Sarti  "I crimini sono in calo, ma c'è chi specula sul senso di insicurezza degli italiani" Fabrizio Battistelli ordinario di sociologia a La Sapienza: «La...
12/12/2017 - di admin
guernica-icona-di-pace   Nella foto Fabrizio Battistelli, Presidente dell’Archivio Disarmo, e Giovanna Patti, Direttrice del Museo Storico di Ventotene.   Guernica icona di pace viene esposta dal 18 dicembre al 5 gennaio 2018 al Senato della Repubblica (Palazzo...
09/11/2017 - di admin
discorso-del-santo-padre-francesco-ai-partecipanti-al-convegno-prospettive-per-un-mondo-libero-dalle-armi-nucleari-e-per-un-disarmo-integrale   DISCORSO DEL SANTO PADRE FRANCESCO AI PARTECIPANTI AL CONVEGNO "PROSPETTIVE PER UN MONDO LIBERO DALLE ARMI NUCLEARI E PER UN DISARMO INTEGRALE" Sala Clementina Venerdì, 10 novembre 2017 Cari amici, porgo a ciascuno di voi il mio cordiale saluto...
09/11/2017 - di admin
beatrice-fihn-cambiare-la-forma-mentis-delle-persone      Beatrice Fihn: «Cambiare la forma mentis delle persone»   15 NOVEMBRE 2017 DI AURELIO MOLÈ FONTE: CITTÀ NUOVA   Le armi nucleari nel mondo e in Italia. Le parole di papa Francesco contro le minacce di guerra. Le opinioni dei premi Nobel...
05/09/2017 - di admin
firma-la-petizione   In questi giorni il mondo guarda con il fiato sospeso alla crisi nordcoreana che, senza una soluzione politica, può rapidamente degenerare dando vita a un cataclisma dalle proporzioni inimmaginabili. Un passo falso, un allarme infondato...
23/05/2017 - di Fabrizio Battistelli
la-sicurezza-e-la-sua-ombra-terrorismo-panico-costruzione-della-minaccia   Professor Battistelli, Lei è autore del libro La sicurezza e la sua ombra. Terrorismo, panico, costruzione della minaccia edito da Donzelli: l’insicurezza è un male necessario della nostra società? La prima insicurezza è quella esistenziale: una...
16/09/2016 - di Brando Benifei, Adriano Iaria
un-trattato-sulla-proibizione-delle-armi-nucleari  Lo scorso ottobre l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato una risoluzione per convocare una conferenza nel 2017 e discutere di un trattato per l’eliminazione delle armi nucleari. Facendo seguito alla pubblicazione di Adriano Iaria  –...
16/09/2016 - di Ennio Remondino
carlo-azeglio-ciampi-memoria-personaleCarlo Azeglio Ciampi era un galantuomo. Che non è piccola cosa neppure tra tutte le qualità che vengono ricordate di lui, assieme ai prestigiosi incarichi che ha ricoperto. Ho deciso di mostrare la fotografia che ci ritrae assieme più di 25 anni fa, non...
10/04/2016 - di Maged Srour
armi-leggere-e-morti-pesanti-negli-usa Il tema della diffusione delle armi leggere nel mondo, dati alla mano, risulta essere molto preoccupante e lo è ancora di più se si considera la situazione negli Stati Uniti. Gli Usa sono allo stesso tempo il maggiore esportatore e importatore di armi...
08/03/2016 - di Giulia Palestini
iran-repubblica-islamica-2-0 Le elezioni della scorsa settimana in Iran hanno catturato i riflettori globali. Gli analisti hanno avuto l’occasione di tastare il polso della Repubblica Islamica, pedina di alto rango nelle speculazioni geopolitiche più spinose. Di per sé, il...
25/02/2016 - di Angelo Motola
yemen-l-ue-vota-si-all-embargo-delle-armi-verso-l-arabia-saudita Oggi  il Parlamento europeo si è espresso sulla situazione umanitaria in Yemen adottando un’importante risoluzione che richiama gli Stati membri al pieno rispetto della legge internazionale umanitaria, con emendamento ad hoc – votato con parere...
28/01/2016 - di IRIAD
arabia-saudita-denunce-in-diverse-procure-per-vendita-armi-italiane Rete italiana per il Disarmo (di cui l'IRIAD è membro) ha presentato oggi in diverse procure italiane un esposto per chiedere di indagare sulle spedizioni di bombe (prodotte da RWM Italia) all'Arabia Saudita. L'iniziativa è stata annunciata oggi in una...
14/01/2016 - di Angelo Motola
conflitti-e-i-cambiamenti-climatici-minacciano-la-sicurezza-alimentare Sono 33 i paesi del mondo che necessitano di assistenza alimentare esterna principalmente per cause legate al protrarsi di conflitti interni e all’intensificarsi di fenomeni climatici a carattere disastroso. Di questi, 26 si trovano in Africa e 7 tra...
29/12/2015 - di Angelo Motola
il-dramma-silenzioso-dei-bambini-migranti Nel 2015 oltre un milione di persone sono fuggite dalle loro case a causa della guerra, delle persecuzioni,  della povertà estrema e sono riuscite a raggiungere l’Europa. Solo il 3% di loro è arrivato via terra. La quasi totalità è giunta sulle coste...
26/12/2015 - di Fabrizio Battistelli
gli-immigrati-musulmani-in-italia-tra-inclusione-e-segregazione Nel travagliato 2015 che si chiude, gli attentati del 13 novembre a Parigi segnano un ulteriore salto di qualità rispetto all’attacco sferrato a Charlie Hebdo a inizio d’anno. Colpendo il giornale satirico i terroristi islamici colpivano i princìpi e...
23/11/2015 - di Angelo Motola
bombe-made-in-italy-sullo-yemen-l-italia-tace Un nuovo carico di bombe MK-80 prodotte dalla RWM Italia hanno preso il volo ieri notte a bordo del cargo 747 della compagnia azera Silk Ways, partito dall’aeroporto civile di Cagliari e diretto alla base militare di Taif, in Arabia Saudita. Stessa...
04/11/2015 - di IRIAD
una-vita-spesa-per-la-pace-dedicata-a-paolicelli-una-stanza-della-camera Roma - Una stanza della Camera dei Deputati è stata intitolata a Massimo Paolicelli, storico esponente del movimento pacifista morto due anni fa dopo una lunga malattia. L’inaugurazione si è tenuta il 28 ottobre scorso alla presenza di Simone Baldelli,...
20/03/2015 - di Ramy Srour
l-attacco-di-tunisi-conferma-la-necessita-di-una-strategia-condivisa-a-livello-regionale-contro-gli-estremismi Mercoledì 18 marzo due uomini armati di fucili d'assalto hanno fatto irruzione in un museo gremito di gente nel centro di Tunisi uccidendo un agente di sicurezza tunisino e 20 turisti stranieri. Questi, secondo gli ultimi rapporti, provenivano da...
18/02/2015 - di Carlo Cefaloni
libia-e-isis-chi-fornisce-le-armiIntervista a Maurizio Simoncelli (Archivio Disarmo - IRIAD) per Città Nuova, sul flusso di armamenti che alimenta il caos generato nella regione dall’intervento militare del 2011.  È prevista per giovedì 19 febbraio l’audizione in Parlamento del...
05/02/2015 - di Adriano Iaria
regolare-il-commercio-delle-armi-si-puo Regolare il commercio delle armi si può. Lo dimostra l’entrata il vigore del trattato sul commercio di Armi (Att). Il trattato, al quale hanno aderito sessantuno stati ai quali si sono aggiunti centotrenta paesi firmatari (tra cui Stati Uniti e...
26/01/2015 - di Emanuele Greco
la-satira-dissacrante-causa-o-pretesto-per-il-terrorismo Meglio della Befana, quanto accaduto il 7 gennaio 2015 ha “spazzato” lo spirito delle festività natalizie, lasciando il posto a sentimenti collettivi diametralmente opposti: tristezza, paura e rabbia. Quel giorno due uomini franco-algerini, mascherati...
21/01/2015 - di Fabrizio Battistelli
dopo-parigi-c-e-una-lezione-sulle-differenze-da-imparare  Raramente accade che una singola vicenda sia, per quanto clamorosa, in grado di rappresentare la sintesi perfetta dei problemi morali e politici che una società deve fronteggiare in riferimento al cruciale aspetto del rapporto con gli “altri”. Questo...
16/01/2015 - di Fabrizio Battistelli
i-fatti-di-charlie-hebdo-scontro-di-civilta-o-insufficienze-della-politica Gli attacchi terroristici che hanno colpito la Francia turbano per due motivi: la violenza che sprigionano e il bersaglio verso cui si dirigono. Al primo aspetto i media ci hanno quasi abituati, più difficile (ma questo è positivo) è metabolizzare il...
28/11/2014 - di Emanuele Greco
e-scoppiata-la-guerra-informatica Negli ultimi tempi, l’attenzione verso le problematiche relative alla sicurezza informatica è aumentata esponenzialmente sia nell’opinione pubblica sia nelle istituzioni. Ciò è dato non tanto dalla reale pericolosità delle operazioni informatiche,...
28/11/2014 - di Emanuele Greco e Daniele Ferretti
presentazione-dell-indagine-conoscitiva-della-commissione-difesa-sull-acquisizione-dei-sistemi-d-arma-italiani  Quali sono i principali programmi di acquisizione dei sistemi d’arma italiani? Chi decide quali comprare? Quale futuro per le Forze armate alla luce dell’attuale contesto geo-strategico? A queste e ad altre domande hanno cercato di rispondere i...
20/11/2014 - di Maurizio Simoncelli
bambini-soldato-e-minori-migranti-a-venticinque-anni-dalla-convenzione-sui-diritti-dell-infanzia Il 20 novembre è la giornata mondiale per i diritti dell'infanzia e dell’adolescenza. Essa celebra l’approvazione dell’omonima Convenzione da parte dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, avvenuta nel 1989. Il documento è il principale strumento...
18/09/2014 - di Emanuele Greco
il-caso-maro-un-pasticcio-all-italiana E’ trascorso ormai parecchio tempo da quando nel 2012 due fucilieri della marina italiana, a seguito della presunta uccisione di due pescatori indiani a largo della costa del Kerala, sono stati arrestati e trattenuti dalle autorità di questo Stato con...
18/09/2014 - di Emanuele Greco
l-italia-all-ican-acation-academy-2014 Dall’11 al 14 settembre, presso alcune delle più belle strutture architettoniche di Berlino come il Rathaus Charlottenburg, si è svolta l’ICAN Action Academy. Di cosa si tratta? Molto più che una semplice scuola, l’evento, organizzato dall’ICAN...
26/07/2014 - di Giulia Palestini
rohani-e-il-dilemma-della-politica-demografica-iraniana Il debutto di Rohani da Presidente dell’Iran ha segnato l’avvio di un nuovo capitolo politico, contrassegnato da un’apertura concreta al sistema internazionale ed in particolare al dialogo con gli Stati Uniti.  È stato eloquente, in tal senso,...
01/07/2014 - di Emanuele Greco
gli-agenti-chimici-siriani-sono-nel-porto-di-gioia-tauro  Partita lo scorso 23 giugno dal porto di Latakia, la nave cargo danese Ark Futura tipo Ro-Ro (di proprietà della compagnia DFDS Seaways) è arrivata al porto di Gioia Tauro (RC), scortata da unità da guerra. Questa trasporta gli agenti chimici più...
18/04/2013 - di Maurizio Simoncelli
le-lobby-delle-armi-usa-e-la-sconfitta-di-obamaNonostante il tentativo del presidente Obama e l’apparente accordo bipartisan al Senato tra democratici e repubblicani per un maggior controllo nella vendita delle armi ai privati negli USA, la National Rifle Association, la potente lobby dell' industria...

 

I contenuti di questo sito, ad eccezione dei "Comunicati stampa", non riflettono necessariamente posizioni ufficiali presenti o passate dell'IRIAD.

APPUNTAMENTI

Aprile 2018
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
20
21
22
24
11:00
Liceo Statale Virgilio, Via Giulia 38
Data :  24 04 2018
25
26
27
28
29
30

VETRINETTA

Area riservata



Instagram

Utilizziamo cookie e tecnologie analoghe, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza sul nostro sito. Se chiudi questo banner o prosegui la navigazione, senza negare il consenso, approvi l’uso dei cookie.