Nuovo record di vendita di armi italiane: nel 2025 ben 9,1 miliardi di autorizzazioni all'export

 

La Relazione annuale 2025 sulle esportazioni di materiali d’armamento, trasmessa dal Governo al Parlamento ai sensi della Legge 185/90, evidenzia un nuovo record storico per l’export militare italiano, con autorizzazioni complessive pari a 11,14 miliardi di euro, di cui 9,16 miliardi destinati all’esportazione (+19% rispetto al 2024). Il dato conferma un trend di crescita strutturale, con un incremento complessivo dell’87% nel quadriennio 2022–2025. Secondo le stime del SIPRI basate su indicatori pluriennali, il commercio internazionale di armi italiane è aumentato del 157% nell'ultimo quinquennio, collocando l'Italia al sesto posto nel ranking globale degli esportatori. Le transazioni bancarie legate all'export di armamenti hanno superato nel 2025 i 14 miliardi di euro complessivi (erano 12 nel 2024), con 23.942 comunicazioni effettuate dagli intermediari (+10,91% rispetto alle 21.586 del 2024). Il 66,18% delle transazioni per esportazioni definitive è stato gestito da tre soli istituti: UniCredit, Banca Nazionale del LavoroDeutsche Bank.

Dal punto di vista geografico, si evidenzia un rafforzamento della proiezione verso Paesi extra UE/NATO (62,38% del totale), con il Medio Oriente area principale di destinazione (37,03%). In particolare, il Kuwait si colloca al primo posto tra i destinatari grazie a una singola commessa di circa 2,6 miliardi. Un dato che accentua il già preoccupante 55,9% del 2024, in netta contraddizione con lo spirito e le indicazioni della Legge 185/90. Restano rilevanti anche partner europei e NATO, nonché mercati emergenti in Asia e America Latina. 

Permangono criticità sotto il profilo normativo e politico come l’incremento delle esportazioni verso aree instabili o con problematiche sui diritti umani; il caso dell’Ucraina, destinataria di autorizzazioni significative nonostante il conflitto in corso e la prosecuzione di forniture verso Israele sulla base di licenze pregresse, pur in assenza di nuove autorizzazioni. Sul piano industriale, emerge una forte concentrazione del settore, con pochi grandi operatori che coprono oltre il 90% del valore autorizzato e una netta predominanza di Leonardo S.p.A.

Nel complesso, i dati confermano il consolidamento dell’Italia tra i principali esportatori globali di armamenti, in un contesto internazionale caratterizzato da crescente domanda. Tuttavia, tale dinamica solleva questioni rilevanti di coerenza con i vincoli normativi, trasparenza e controllo democratico, anche alla luce delle possibili modifiche alla Legge 185/90 che potrebbero ridurre il livello di dettaglio informativo delle future relazioni al Parlamento.